Gaza: un Ramadan di miseria e prigionia.

Da Gaza – Infopal

Arriva il mese del Ramadan, gli abitanti della Striscia di Gaza hanno le tasche vuote, sono senza corrente elettrica, gli stipendi sono tagliati e i passaggi sono chiusi…

Gli abitanti della Striscia di Gaza iniziano il mese del Ramadan con un assedio più serrato, una forte mancanza di cibo, aggressioni giornaliere, corrente elettrica tagliata e passaggi chiusi. Storicamente, essi sono conosciuti per la loro forza di sopportazione e la loro capacità di adeguarsi, quali che siano le condizioni.

Questo mese non è come gli altri: forse sarà il mese di Ramadan più duro da molti anni a questa parte. Esso giunge in seguito a un crudele assedio – iniziato da quando Hamas ha vinto le elezioni legislative, nel gennaio del 2006 – e dopo tre mesi dalla presa di potere sulla Striscia Gaza, l’assedio si è rafforzato, senza contare le continue aggressioni.

Nonostante il blocco dell’economia della Striscia di Gaza, i mercati sono pieni di cittadini, ma gli acquisti, secondo la maggior parte dei commercianti, sono molto bassi, e anche la merce è poca a causa della chiusura dei passaggi.

L’assedio ha limitato la libertà di movimento degli abitanti della Striscia di Gaza e il movimento della merce, nonostante il permesso di importazione per qualche genere alimentare, medicine, e altre merci. 

Il cittadino Abu Ali, che gira nel mercato per comprare il necessario per la casa nonostante la poca merce, si lamenta: “I prezzi sono molto alti, i soldi sono pochi, e io tento di comprare il necessario per una settimana, dopo vedremo. Ci sosterrà Dio”. 

Ciò che distingue il mese del Ramadan di quest’anno è che l’assedio ha invaso ogni aspetto della vita. A causa del divieto di far entrare le materie prime nelle fabbriche, e il blocco delle attività della maggior parte dei lavoratori, accanto al taglio degli stipendi – deciso dal governo di Ramallah di Salaam Fayyad, con il pretesto che non hanno rispettato la legge – il cittadino non ha fonte di guadagno. La disoccupazione e la povertà sono i più alti del mondo.

Oltre alla chiusura delle associazioni benefiche che sostenevano il cittadino durante il mese del Ramadan, il governo di Ramallah ha sospeso il lavoro di altre decine di persone, aumentando la sofferenza di migliaia di poveri, delle famiglie del reddito modesto, degli studenti e altri che usufruivano di queste associazioni. 

La signora Umm Ahmad dice: “Non so cosa comprare. I soldi che ho sono pochi, e non so per cosa bastano, ma cercherò di farcela, e tenere qualche soldo per le emergenze”. E ha aggiunto che questo “è il mese di Ramadan più difficile che viviamo da molti anni. I miei figli sono senza stipendio grazie a Fayyad, e chi lavora nell’edilizia non ha lavoro, perché le forze di occupazione impediscono l’accesso del cemento. Allora cosa facciamo?”. 

In un notiziario, il Centro palestinese per i Diritti umani ha confermato che permanente assedio ha lasciato effetti disastrosi sugli abitanti della Striscia, ha devastato tutti gli aspetti della loro vita, e ha violato i loro diritti economici e sociali. 

Il Centro ha detto che l’assedio globale, imposto sulla Striscia di Gaza dall’inizio dell’Intifada di al-Aqsa dal 29 settembre 2000, ha distrutto tutte le infrastrutture dell’economia locale della Striscia. Tutto si è bloccato per il limitato movimento delle entrate e delle uscite, innalzando la disoccupazione a livelli mai raggiunti.

A peggiorare ulteriormente la situazione economica interviene il fatto che i dipendenti pubblici, privati e militari non ricevono gli stipendi in maniera regolare da circa 15 mesi, a causa del blocco, da parte dei paesi donatori, degli aiuti dati ai palestinesi, e il congelamento, da parte del governo di occupazione, dei soldi delle tasse palestinesi dal mese di marzo 2006.

Il Centro ha dichiarato che la chiusura dei passaggi principali della Striscia ha creato una vera crisi, e ha invitato ad aprirli immediatamente, per evitare il disastro umanitario, e permettere l’entrata del cibo, medicine e aiuti verso Gaza. 

Il commerciante Mohammad Rezq ha dichiarato: “Il crollo della situazione economica ha influenzato i mercati. Non c’è merce, e, se c’è, è poca e cara. La situazione del cittadino è molto difficile”. Ha aggiunto: “Noi cerchiamo di abbassare il prezzo, ma la merce rimane comunque molto cara, perché la situazione economica è molto difficile”.

Abu Marzuq ha portato un esempio: solitamente durante il mese di Ramadan, il cittadino comprava come minimo merce per 200 Shekel (50 dollari), ma ora a malapena possiede 40 Shekel (10 dollari). Troppo pochi.

Il blocco del mercato, l’assedio, la povertà sono accompagnati dalle aggressioni contro la Striscia di Gaza. Durante le settimane passate sono morti 30 palestinesi, oltre alle minacce israeliane di tagliare la corrente elettrica alla Striscia di Gaza, come risposta al lancio dei missili. A ciò si vanno ad aggiungere le invasioni limitate ma quotidiane delle forze di occupazione.

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