GB e USA: nuove risoluzioni per il disinvestimento da Israele

Imemc, Memo. In Gran Bretagna, a due giorni dall'aggressione israeliana contro la Freedom Flotilla, il principale sindacato britannico ha approvato una risoluzione per il disinvestimento da Israele.

La mozione è stata presentata a Manchester dai membri del sindacato nell'ambito di una convezione nazionale ed è stata approvata all'unanimità per “promuovere con vigore una politica di disinvestimento dalle compagnie israeliane” e un “boicottaggio dei prodotti israeliani”.

Una seconda risoluzione per la rescissione di ogni legame con il sindacato israeliano Histadrut, invece, non ha ottenuto l'approvazione.

Negli Stati Uniti, l'Università statunitense Evergreen, la stessa che frequentava Rachel Corrie, attivista di ISM assassinata a Gaza da Israele nel 2003, ha votato per l'estensione dell'azione di disinvestimento nei confronti di ogni azienda che trae profitto dall'illegale occupazione israeliana della Palestina.

“Mirare alla creazione di una responsabilità sociale per il disinvestimento a livello politico” è l'obiettivo sostenuto dagli studenti promotori del voto, che hanno già presentato la richiesta di messa al bando di attrezzature della Caterpillar nella propria Università.

Il primo caso negli USA fu quello di Hampshire, dove subito dopo la guerra contro Gaza alla fine del 2008, venne decretato il disinvestimento da Israele.

Anche l'Università di Berkeley aveva preparato una risoluzione con il medesimo contenuto, senza tuttavia ottenere la maggioranza dei voti. A distanza di un anno da quel voto si è acceso un dibattito pubblico che porterà ad un secondo tentativo di voto.

Negli Stati Uniti si sono prodotte numerose risoluzioni in materia e i casi qui riportati sono gli unici in cui c'è stato il voto diretto di tutto il corpo studentesco.

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