Genocidio a Gaza: 10 mila orfani, 3 mila vedove, 17 mila bambini da soli e 5% della popolazione assassinata, ferita o dispersa

Gaza – Brasil247. Una valutazione interna delle Nazioni Unite recentemente inviata ai governi di tutto il mondo, secondo Jamil Chad, di UOL, rivela una crisi umanitaria senza precedenti a Gaza, a più di otto mesi dall’inizio degli attacchi di Israele contro i palestinesi. Il rapporto evidenzia una “scala senza precedenti di distruzione e perdita di vite civili”.

Secondo i dati compilati dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, l’offensiva israeliana ha sfollato quasi l’intera popolazione di 2,2 milioni di persone a Gaza. Il documento, utilizzato per lanciare un appello alle risorse internazionali, stima che le Nazioni Unite abbiano bisogno di 3,8 miliardi di dollari per le operazioni di soccorso e l’assistenza ai palestinesi. Tuttavia, ad oggi, l’organizzazione ha ricevuto solo il 27% di questa somma dai donatori internazionali.

Sulla base delle informazioni fornite dal ministero della Salute di Gaza e da altre fonti, le Nazioni Unite stimano che più del 5% della popolazione di Gaza è stata uccisa, ferita o è dispersa; almeno 3 mila donne sono rimaste vedove; almeno 10 mila bambini sono rimasti orfani; più di 17 mila bambini non sono accompagnati o sono stati separati dalle loro famiglie; più di 1 milione di persone hanno perso le loro case, quasi la metà della popolazione di Gaza.

Le Nazioni Unite avvertono del collasso dell’ordine sociale a Gaza, con i bambini che affrontano pericoli crescenti alla ricerca di cibo, acqua e altre forniture essenziali. Anche la violenza di genere è aumentata in modo significativo, con poche opportunità per i sopravvissuti di accedere a servizi di supporto vitali. I bambini, soprattutto le ragazze disabili, sono sempre più a rischio.

Il rapporto evidenzia anche un preoccupante aumento delle detenzioni di massa e arbitrarie, sollevando serie preoccupazioni per le sparizioni forzate. Gli esperti delle Nazioni Unite suggeriscono che questi atti potrebbero costituire crimini di guerra e contro l’umanità.

La pubblicazione del rapporto arriva in un momento critico per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che sta affrontando un’intensa pressione internazionale. Martedì 28 maggio, tre Paesi europei hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato palestinese. I recenti attacchi a un campo profughi hanno suscitato indignazione anche tra gli alleati di Israele, come la Francia e l’Unione Europea.