Genocidio israelo-statunitense a Gaza: 239° giorno. 5 massacri in 24 ore, con 95 morti e 350 feriti. Bilancio: 36.379 morti e 82.407 feriti

Genocidio israelo-statunitense a Gaza: 239° giorno. 5 massacri in 24 ore, con 95 morti e 350 feriti. Bilancio: 36.379 morti e 82.407 feriti

Gaza-InfoPal. Sabato 1 giugno, la guerra genocida israeliano-statunitense sulla Striscia di Gaza, appoggiata dall’Europa e da regimi conniventi, è entrata nel 239° giorno. L’orrore israeliano contro la popolazione civile gazawi non si ferma, nonostante le risoluzioni delle Corti internazionali, la presa di distanza di molta parte dell’umanità dalle politiche genocide e di pulizia etnica di Tel Aviv e del ripudio del sionismo come forma nazifascista e di colonialismo di insediamento. Tuttavia, il regime israeliano, armato di versetti biblici e di delirante religiosità selettivo-elettiva suprematista e razzista, si comporta al di fuori e al sopra di ogni legge, trasformandosi così in un’entità paria tra le più disprezzate e condannate della Terra.

Il bilancio aggiornato dell’olocausto gazawi (vittime accertate).

Il bilancio delle vittime dell’aggressione genocida israeliana nella Striscia di Gaza sotto assedio è di 36.379 morti accertati e di 82.407 feriti, hanno riferito sabato fonti mediche del ministero della Salute della Striscia di Gaza.

Nelle ultime 24 ore, le forze di occupazione israeliane hanno commesso cinque massacri contro famiglie nella Striscia, provocando l’uccisione di 95 persone e il ferimento di altre 350.

Inoltre, almeno 7.000 persone risultano disperse, presumibilmente morte sotto le macerie delle loro case in tutta la Striscia.

Organizzazioni palestinesi e internazionali affermano che la maggior parte delle persone uccise e ferite sono donne e bambini.

L’aggressione israeliana ha anche provocato lo sfollamento forzato di quasi due milioni di persone provenienti da tutta la Striscia di Gaza, costrette a rifugiarsi nella città meridionale di Rafah, vicino al confine con l’Egitto – in quella che è diventata la più grande zona della Palestina di esodo di massa a partire dalla Nakba del 1948.

La cronaca in sintesi.

Secondo fonti dei media, il tredicenne Abdu-Qader al-Sarhi è morto di malnutrizione e disidratazione all’ospedale dei Martiri di al-Aqsa, a Deir al-Balah, nel centro di Gaza.

Nel frattempo, l’esercito israeliano ha preso di mira una casa nel campo profughi di al-Bureij, nel centro di Gaza, ferendo due civili.

La Mezzaluna Rossa ha reso noto che uno dei suoi dipendenti è stato ucciso, venerdì sera, quando l’esercito israeliano ha bombardato la sua casa a Rafah.

Giornalisti nel mirino.

Nella città di Gaza, la giornalista Alaa al-Dahduh è stata assassinata in seguito a un attacco israeliano sulla sua casa, in via al-Jala; altre due vittime sono state evacuate all’ospedale al-Ahli dopo che l’esercito israeliano ha preso di mira una casa vicino al condominio di al-Zaharna.

Altre vittime sono state segnalate in altre aree di Gaza a seguito degli attacchi aerei, di artiglieria e di fuoco israeliani, ieri sera e oggi.

(Fonti: Quds Press, Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://www.infopal.it/category/operazione-spade-di-ferro-genocidio-a-gaza

https://www.infopal.it/category/ciclone-al-aqsa

https://www.infopal.it/category/palestina-media-e-geopolitica-approfondimenti-e-analisi