Gerusalemme, 14.005 permessi di residenza confiscati ai palestinesi dal 1967

Al-Quds (Gerusalemme) – InfoPal. “Dal 1967, le autorità d'occupazione israeliane hanno confiscato oltre 14.005 documenti di residenza a cittadini palestinesi gerosolimitani”.

E' un istituto gerosolimitano a fornire i dati che svelano la portata delle violazioni israeliane conformemente al piano per l'espulsione dei palestinesi.

A seguito di un'azione di monitoraggio condotto per tutto il mese di aprile scorso, l'Istituto ha concluso che “il ministero dell'Interno israeliano non rilascia permessi di residenza ai palestinesi applicando legge nazionale in base alla quale 'dopo un'assenza di sette anni dalla città, si perde questo diritto'”.

Parallelamente, nel rapporto reso pubblico lunedì 2 maggio, si espone la politica di insediamento di cittadini ebrei per apportare modifiche demografiche decisive alla realizzazione del piano di ebraicizzazione di Gerusalemme, si denuncia la recente espulsione di 12 nuclei familiari – in prevalenza della comunità di beduini – dal nord di Gerusalemme, e gli scavi sotto la città, in particolare i lavori che mettono a rischio la stabilità architettonica della moschea di al-Aqsa.

“Per i palestinesi gerosolomitani, Israele concepisce solo demolizioni ed espulsioni, ma anche l'isolamento e l'allontanamento graduale dalla propria città attraverso le continue restrizioni alla loro libertà di movimento con il pretesto legato alla ricorrente motivazione della 'sicurezza di Israele'”.

Tutti i settori palestinesi sono sottoposti a dure aggressioni da parte delle autorità d'occupazione israeliane.

“Il ministero dell'Istruzione sta imponendo rigidi e umilianti controlli sui programmi scolastici palestinesi: tra gli ultimi provvedimenti, sono state date disposizioni per includere la Dichiarazione di indipendenza di Israele”.

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