Gerusalemme, 61 anni di dominazione sionista.

Nel 1948, gli israeliani occupano la parte occidentale della città di al-Quds (Gerusalemme). Nel 1967 ne occupano la parte orientale. Nel 1980, il loro parlamento, la Knesset, dichiara la città “capitale di Israele”.

Da quando hanno messo le mani sulla città, i sionisti non hanno mai interrotto le attività mirate alla sua giudaizzazione. Essi vi continuano sistematicamente la colonizzazione, senza porre alcuna attenzione ai richiami internazionali. Questi comportamenti non apporteranno certo benefici ai negoziati in corso, e non faranno altro che surriscaldare il clima nei territori palestinesi.

Un dominio sulla città

Il sindaco di Gerusalemme, Nir Barakat, condivide l’idea del suo governo riguardante la costruzione di altre abitazioni per gli ebrei nella parte orientale della città, dopo che Israele ha messo completamente le mani sulla parte occidentale. Barakat ha dichiarato alla stampa che poiché le giovani coppie ebraiche hanno difficoltà ha trovare un alloggio a causa dei costi elevati, bisogna costruire dappertutto in città, ad ovest come ad est.

Il sindaco afferma che tutte le aree sono di proprietà degli ebrei, e non degli arabi: bisogna dunque costruire dei nuovi appartamenti per gli ebrei che vogliono abitare in città. I palestinesi, che rappresentano il 34% dei suoi abitanti, sono molto in apprensione per questo attacco diretto dalle autorità d’occupazione israeliane contro la città santa di Gerusalemme.

La ‘partita demografica’

Khalil Tofkaji, che conosce bene la questione della colonizzazione, ritiene che il movimento sionista – sin dalla sua prima apparizione pubblica tenutasi a Basilea nel 1897 –  sia impegnato ad imporre una nuova demografia alla città. Il Sionismo fa di tutto per accelerare l’immigrazione ebraica nella città santa. I britannici, che avevano il controllo in Palestina, avevano aperto le porte agli ebrei: il loro numero, infatti, aumentò in maniera considerevole tra il 1922 e il 1948. Nel 1931 gli ebrei costituivano il 56% degli abitanti della città.

Immediatamente dopo la sua conquista, nel 1948, la percentuale degli israeliani a Gerusalemme salì fino al 97%. I banditi del Gruppo Stern e quelli dell’Haganà scacciarono circa 100.000 arabi che abitavano nella parte occidentale. Dopo l’occupazione della parte orientale, altri 15.000 ne sono stati scacciati.

Ma un poco per volta, le cose cominciano a riprendere il loro corso naturale, per due ragioni. Innanzitutto, perché il tasso di nascite è più elevato tra gli arabi. Inoltre, vi è l’annessione di località arabe da parte degli israeliani, che prima di un accordo finale  vogliono acquisire la maggior quantità possibile di territori palestinesi: la politica del fatto compiuto.

Colonie israeliane dappertutto

Dal momento dell’occupazione, le autorità israeliane hanno compiuto enormi cambiamenti nella città. Esse confiscano migliaia di ettari di terre palestinesi ed installano dappertutto colonie che comprendono più di 160.000 ebrei.

Parliamo un po’ di queste colonie.

La colonia del Profeta Giacobbe

Per costruire questa colonia, gli israeliani hanno confiscato 183,6 ettari di terre palestinesi e vi hanno costruito 3.800 unità residenziali per i 20.000 sionisti che vi abitano.

Ramout

Per costruire la colonia di Ramout, nel 1972, sono stati confiscati 484 ettari di terre palestinesi. Essa contiene 37.200 unità abitative per circa 37.000 sionisti.

Gilo

Per costruirla, nel 1971, 270 ettari di terre palestinesi sono stati confiscati. In essa vi sono 7.484 unità abitative per circa 30.000 sionisti.

Tilbot Orientale

Costruita nel 1973 su 224 ettari di terreni palestinesi confiscati, si compone di 4.400 unità abitative in cui vivono circa 15.000 sionisti.

Ma’lout Dafna

Questa colonia è sorta nel 1973, su circa 40 ettari di terreni palestinesi confiscati. In 1.184 unità abitative vivono circa 5.000 coloni.

L’Università Ebraica

I lavori di costruzione sono cominciati nel 1924, su 74 ettari di terre confiscate ai palestinesi. Qui vivono circa 2.500 persone.

Rikhs Chi’fatt

La colonia di Rikhs Chi’fatt (Jabaat Hachifatt) è stata costruita su circa 1230 ettari, nel 1990, e comprende 2.165 unità abitative.

Ramat Achkoul

Nel progetto di costruzione di questa colonia, nel 1968, 334 ettari di terre palestinesi sono stati confiscati. Più di 6.000 sionisti vivono in 2.200 unità abitative.

Basjat Zaïf (Basjat Omer)

Qui sono stati confiscati circa 380 ettari di terre appartenenti ai palestinesi. Circa 30.000 sionisti occupano 12.000 unità abitative.

Attrout

Costruita nel 1970 su circa 120 ettari di terre confiscate. Si tratta di una zona industriale.

Jabaat Hamatos

Questa colonia è stata costruita nel 1991, su circa 98 ettari di terreni confiscati ai proprietari palestinesi. Ora vi sorgono 3.600 unità abitative.

Har Homah

Qui, nel 1991, per costruire 6.500 unità abitative, sono stati confiscati circa 185 ettari di terre palestinesi.

La collina francese

La confisca di circa 82 ettari di terreni palestinesi ha consentito, nel 1968, di insediare circa 6.500 coloni in 5.000 unità abitative

Mamilla

Infine, per costruire questa colonia, nel 1970, sono stati confiscati circa 13 ettari di terreni palestinesi.

 

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