Gerusalemme, coloni disegnano graffiti anti-cristiani su un convento

chrchvandls-340x455Gerusalemme-Ma’an. Nella notte di martedì, sospetti estremisti ebrei hanno disegnato dei graffiti anti-cristiani sulle pareti di un convento ad ovest di Gerusalemme e hanno danneggiato veicoli parcheggiati nelle vicinanze, secondo quanto ha dichiarato la polizia israeliana.

Secondo la portavoce della polizia, Luba Samri, slogan, inclusi “Maria è una vacca”, “price tag” e “L’America è la Germania nazista”, sono stati scritti in ebraico sui muri del santuario cattolico-romano.

La Nostra Signora, regina del convento palestinese, che è stato fondato prima della creazione di Israele, nel 1948, è dedicata alla Vergine Maria.

I vandali hanno anche tagliato gli pneumatici di cinque veicoli parcheggiati nel complesso, ha aggiunto la portavoce.

Il termine “price tag” è applicato normalmente in attacchi politici eseguiti da coloni ebrei, contro i palestinesi o le loro proprietà.

Moshe Dadon, capo del consiglio locale per il distretto rurale, nel quale è situato il convento, ha dichiarato di non essere convinto che l’atto vandalico sia opera dei coloni estremisti.

Dadon ha dichiarato alla radio dell’esercito che “è insolito, normalmente colpiscono gli arabi, non i monasteri”. “E’ piuttosto stano che l’obiettivo di quest’incidente sia stato un convento”.

Due sospetti furono arrestati, a luglio dell’anno scorso, per essere stati collegati con l’incendio della porta di un monastero trappista, a Latrun, a circa sei miglia dalla scena dell’ultimo attacco.

Nell’attacco del 2012, i piromani avevano scritto “Gesù è una scimmia” su una parete vicina, causando un incidente che aveva scioccato le istituzione religiose e politiche.

Uno dei sospetti era un colono e l’altro, un residente di un quartiere a predominanza ebraico-ultra-ortodosso adiacente a Tel Aviv.

Gli obiettivi degli attacchi del “price tag” sono, normalmente, palestinesi e tendono ad involvere atti di vandalismo contro auto, moschee e uliveti.

Ma negli anni, gli attacchi si sono ampliati, allo scopo di includere chiese e cimiteri cristiani, attivisti anti-colonizzazione e anche, a volte, l’esercito israeliano.

La staff di Ma’an news ha contribuito all’articolo.
Traduzione di H.F.L.