Gerusalemme, in attesa del Papa, Israele mette il bavaglio ai media palestinesi.

Gerusalemme. Questa mattina all'alba, le forze di polizia e l’intelligence israeliane hanno compiuto un’incursione all’Ambassador Hotel, a Gerusalemme Est, imponendo la chiusura anticipata di un centro media palestinese, allestito in attesa dell’arrivo del Papa, Benedetto XVI.

Gli israeliani hanno passato alla gestione dell’albergo un ordine firmato dal ministro della Sicurezza interna, che proibiva l’apertura della sala nella quale si era progettato di tenere le conferenze stampa, offrendo ai giornalisti del materiale per coprire la visita del Santo Padre.

Papa Benedetto XVI arriverà a Gerusalemme nella giornata di oggi, per il suo primo viaggio in Terra Santa dalla sua elezione al soglio pontificio. Il direttore del centro media, Ahmad ar-Ruwaydi, ha dichiarato di aver assunto un avvocato per seguire il caso, aggiungendo che l’incursione israeliana non solo rappresenta un atto “illegale”, ma ha anche segnalato un intensificarsi delle proibizioni con cui Israele cerca di ostacolare la vita civile palestinese a Gerusalemme. Ha poi posto l’accento sul fatto che il centro era un’installazione temporanea, e non un’istituzione permanente.

Le attività d’informazione erano cominciate ieri con due conferenze stampa, organizzate in collaborazione con personaggi politici e figure religiose, durante le quali sono state criticate proprio le politiche messe in atto da Israele nei giorni precedenti l’evento.

Da parte sua, il Centro Gerosolimitano per i Diritti sociali ed economici ha condannato la chiusura forzata in quanto “violazione della libertà di stampa e restrizione delle attività civili”. Ziad al-Hammuri, direttore del Centro, ha invitato le autorità israeliane a ritirare l’ordine.

(Fonte: Maan News)

 

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