Gerusalemme: scontri a Shu’fat si diffondono nelle aree vicine

Al-Quds (Gerusalemme) – Ma'an. Il checkpoint di Shu'fat, che controlla l'entrata a Gerusalemme, è stato chiuso martedì sera, 18 gennaio, in seguito a  due episodi di violenza che avevano avuto luogo nelle vicinanze. Alcuni palestinesi e un soldato sono rimasti feriti, come riportano fonti ospedaliere.

Con il proseguire degli scontri, la polizia israeliana aveva fatto irruzione nel campo profughi adiacente al posto di blocco, sbarrando tutti gli accessi e sparando proiettili di gomma e lacrimogeni nelle aree dove diversi giovani avevano organizzato un corteo.

Alcuni lacrimogeni sono piombati davanti alle entrate delle abitazioni, rischiando di esporre i bambini agli effetti nocivi del gas, affermano gli abitanti del campo.

Verso le otto, altri tafferugli sono scoppiati nel vicino quartiere di Ras al-'Amud, dove la polizia israeliana ha impiegato i mezzi anti-sommossa contro alcuni lanciatori di pietre.

Fonti della stessa polizia hanno inoltre riferito che, a Shu'fat, un soldato è stato ferito e portato all'ospedale.

Secondo quanto raccontano i testimoni, l'episodio è partito da una discussione tra un soldato del checkpoint e un civile che attendeva di essere lasciato passare. Il diverbio è quindi sfociato in una grande lite, alla quale si sono uniti alcuni spettatori, e dei giovani del vicino campo di Shu'fat hanno infine cominciato a lanciare pietre contro i militari.

Un portavoce della polizia ha riferito che i disordini sono stati sedati, ma altri testimoni hanno rivelato che le tensioni sono rimaste alte, e che gli scontri sono scoppiati una seconda volta.

Al momento della stesura di quest'articolo, le fonti riportavano tredici palestinesi feriti, fra cui quattro donne incinte.

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