Gilad Shalit consegnato agli israeliani. Diffuse le immagini e l’intervista in diretta

Il Cairo – Agenzie, InfoPal. Mentre veniva rilasciato agli egiziani dalla resistenza palestinese, il caporale israeliano Gilad Shalit, avrebbe dichiarato loro in un perfetto arabo: “Sono Gilad Shalit, sono in buone condizioni di salute e Hamas mi ha trattato bene”.

Gilad Shalit, trasferito poco fa dalla resistenza palestinese in territorio egiziano, è stato consegnato agli agenti israeliani.

Le immagini di Shalit sono state già diffuse dalle principali emittenti televisive egiziane e israeliane e sono ora trasmesse da “Al-Jazeera”.

Il portavoce dell'esercito israeliano comunica che “Shalit è entrato da pochi minuti in Israele”.

http://www.palestine-info.info/ar/default.aspx?xyz=U6Qq7k%2bcOd87MDI46m9rUxJEpMO%2bi1s75OEgBTyMMzKIa4XQYzsrIUSHYGN5xLD1HZFwiQWEf8whGSqxYiRERHH16hTmhb%2bWFQFDCt3cvw3hIUSXq%2fIH0mJuaviA1UaMAoZKQFzx4Jg%3d 

Uno stanco, magro e provato Shalit ha risposto alle domande dei giornalisti, in conferenza stampa. Il suo augurio, strappato dalla cronista che lo intervistava, è che tutti i prigionieri palestinesi possano far ritorno alle loro famiglie.

“Ho sempre saputo che avrei fatto ritorno a casa, ma mi è stato comunicato solo una settimana fa”, ha detto Shalit all'intervistatrice egiziana la quale si è rivolta al caporale israeliano in lingua inglese.
Rispondendo in ebraico, Shalit ha raccontato: “Mi è mancata la mia famiglia e ora, dopo un lunghissimo periodo trascorso in detenzione, ci saranno così tante cose da fare. Mi è mancato poter fare le cose di tutti i giorni, anche interagire con gente ordinaria”.

Quando gli è stato chiesto se, dopo aver fatto esperienza della detenzione per cinque anni, riuscirebbe oggi ad ammettere cosa voglia dire la detenzione al pari di quelle di migliaia di palestinesi nelle prigioni del suo Stato, Shalit, ha risposto di “augurarsi un ritorno di tutti i prigionieri palestinesi verso le proprie case e i propri familiari”, usando l'espressione “verso i propri territori”.

Shalit non ha però risposto in modo diretto quando la giornalista gli ha chiesto “se dopo quest'esperienza, non diventerà per caso un sostenitore della campagna per il loro rilascio”, pur riconoscendo nello scambio “un metodo valido per la liberazione dei palestinesi”.

“Lo scambio è una lezione e oggi ci insegna che questo è possibile”.

Il desiderio di una convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi è stato manifestato da Shalit quando, in conclusione della breve intervista, gli è stato chiesto quali programmi avesse per il futuro”.

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