Giornata mondiale per la libertà di stampa.

Editoriale di Ma'an – Il 3 maggio di ogni anno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata mondiale della libertà di stampa. Una giornata che rappresenta un'occasione per far riflettere tutti noi sull'importanza che un mezzo di comunicazione libero ha per le nostre vite e le nostre società, e per ricordare i sacrifici dei giornalisti che si espongono in prima fila. Nel solo 2009, 99 giornalisti sono stati uccisi nei diversi paesi del mondo. Sono 99 morti di troppo.

 

La Palestina ha potuto sperimentare un dolore e un timore particolari riguardo alla perdita di colleghi della stampa durante la guerra combattuta nella Striscia di Gaza dal dicembre 2008 al gennaio 2009, nella quale persero la vita sei giornalisti di Gaza.

Negli ultimi anni, tre giornalisti di Ma'an hanno quasi subito la stessa sorte dopo aver riportato gravi ferite durante il loro lavoro. Il nostro network lotta continuamente per fornire ai suoi giornalisti l'addestramento e le attrezzature necessari a lavorare nel modo più sicuro possibile, e per propugnare e difendere la libertà dell'ambiente mediatico, denunciando le violazioni della libertà di stampa ovunque si verifichino.

La Giornata mondiale della libertà di stampa fu proclamata dall'Unesco nel 1993 per ricordare l'anniversario della sua Dichiarazione di Windhoek del 3 maggio 1991, che affermò il ruolo essenziale di un sistema mediatico libero, indipendente e pluralista nei confronti dell'esistenza della democrazia e dei diritti umani fondamentali.

 

Quest'anno, la conferenza annuale dell'Unesco che celebrerà l'evento, intitolata “Libertà d'informazione: il diritto di sapere”, è stata inaugurata ieri a Brisbane, Australia. Lo staff di Ma'an che partecipa ai lavori evidenzierà le sfide affrontate dai giornalisti palestinesi nel contesto specifico dell'ininterrotta occupazione israeliana della Palestina e delle dispute interne palestinesi.

 

Nei Territori occupati, la libertà di stampa è infatti minacciata da intimidazioni, restrizioni al movimento e all'accesso alle informazioni, mancanza di trasparenza e confusione deliberata dei diritti. Abbondano le pressioni a non riportare notizie che avrebbero riflessi negativi sulle varie autorità, e i giornalisti vengono spesso feriti fisicamente nel riportare le attività militari israeliane.

Eppure, ogni giorno i giornalisti palestinesi, la società civile e i singoli cittadini affrontano queste tendenze esigendo il diritto ad accedere alle informazioni che hanno un impatto sulle loro vite. Le reti di Ma'an e di altri media palestinesi si sforzano di offrire un servizio d'informazione indipendente e privo di restrizioni al loro popolo, e lavorano con la società civile per portare alla luce gli ostacoli che si oppongono alle libertà dei mezzi di comunicazione.

La Dichiarazione di Windhoek, la quale afferma che media liberi e indipendenti sorreggono la democrazia e lo sviluppo economico, suona più pertinente che mai. Una stampa libera è la pietra fondante su cui costruire una società palestinese florida e democratica.

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, Ma'an chiede la fine degli arresti, delle vessazioni, dei ferimenti e delle uccisioni di giornalisti, e resta al fianco dei nostri colleghi in Palestina e in tutto il mondo per sostenere i principi di un'informazione libera.

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