Giorno della Nakba palestinese ('Indipendenza israeliana'): i territori palestinesi saranno sigillati.

Domenica 22 aprile.

Fonti dell’esercito israeliano hanno dichiarato che i militari imporranno un assedio totale ai territori palestinesi – West Bank e Striscia di Gaza – durante il periodo di celebrazioni per il "Giorno di indipendenza" in commemorazione della nascita dello Stato di Israele.

Il Giorno dell’indipendenza israeliana è, in realtà, il Giorno della Catastrofe, Nakba, palestinese, che ha sancito per migliaia di palestinesi che abitavano da secoli in Palestina la tragedia dell’esodo.

La fonte militare ha aggiunto che al termine delle celebrazioni – che inizieranno domani per terminare martedì – le forze di sicurezza israeliane stabiliranno se protrarre la chiusura dei territori e se riaprirli.

Giorno dell’indipenza…qualche notizia di storia…

1946. Attività terroristiche sioniste: l’Irgun fa saltare con la dinamite la segreteria generale dell’Alto commissariato britannico a Gerusalemme (Hotel King David), causando oltre 90 vittime.

1947 – 29 settembre: La Gran Bretagna rimette il proprio mandato sulla Palestina alle Nazioni Unite.
29 novembre: Le Nazioni Uniti approvano la risoluzione 181 (votano a favore URSS, USA e Francia, ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina ed altri si astengono), che prevede la divisione della Palestina in tre parti:
– uno stato ebraico sul 56% del territorio
– uno stato palestinese
– una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e Betlemme.
Il confine tracciato viene definito "Linea Verde".

1948: La proclamazione dello stato d’Israele è prevista per il mese di maggio, ma i gruppi armati israeliani muovono una violenta offensiva contro la popolazione palestinese con l’obiettivo di realizzarne l’espulsione dalle loro terre.
Nasce l’esercito di liberazione della Palestina, composto da cinquemila volontari tra cui anche iracheni ed egiziani
.
9 aprile – A Deir Yassin, sulla strada di Gerusalemme, un commando dell’Irgun, diretto da Begin, uccide 254 persone, in buona parte bambini e vecchi.
11 maggio – I residenti palestinesi di Lydda sono deportati a Ramallah. È la marcia della morte, con numerose vittime. Le deportazioni di massa e l’esodo proseguono a catena.
14 maggio – David Ben Gurion proclama, a Tel Aviv, la nascita dello stato d’Israele, riconosciuto immediatamente da Stati Uniti, URSS ed altri paesi. Gli israeliani controllano, non più il 56%, bensì, il 77% del territorio. Gerusalemme viene divisa tra Israele e Giordania: la Città Vecchia con la parte est passa sotto il controllo della Giordania, la parte occidentale e quella meridionale sono sotto Israele. 150.000 palestinesi continuano a vivere in Israele, praticamente senza diritti e sottoposti a regime militare.

Nasce anche l’esercito di Israele "Tsahal", chiamato Forza di Difesa d’Israele (IDF), che incorpora tutte le organizzazioni sioniste paramilitari.

La Lega araba (Siria, Iraq, Egitto e Giordania) invade il nuovo stato il giorno stesso della sua nascita, ma sarà sconfitta.

15 luglio – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ordina ad arabi e israeliani, il cessate il fuoco.

17 settembre – Viene ucciso, a Gerusalemme, il conte Folke Bernadotte, inviato delle Nazioni Unite per la trattativa di mediazione nel conflitto arabo-israeliano. Ventitre anni dopo, Baruch Nadel, che nel ’48 era capo del controspionaggio del gruppo "Stern", ammette di aver organizzato quell’attentato, allo scopo di far fallire il tentativo di mediazione dell’ONU.

11 dicembre – Le Nazioni Unite votano la risoluzione 194 che chiede il ritorno a casa, o un indennizzo, per i quasi 800.000 palestinesi espulsi dalle loro terre.

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