Giustizia israeliana: in tribunale bambino di 12 anni

Cisgiordania. Ieri, Al-Hasan Al-Muhtaseb, 12 anni, è stato rilasciato su cauzione quando il  tribunale militare israeliano di Ofer ha ordinato al padre il pagamento di una multa pari a 2.000 Shekel (1sh corrisponde a 0,19 euro).  

Per la difesa del bambino, il Comitato dei Prigionieri Palestinesi ha nominato ben 10 avvocati  mentre a numerosi parenti dell’imputato è stato permesso di assistere all’udienza.


“Il bambino è stato catturato vicino la sua abitazione – ha spiegato il Comitato -, dove non c’era nessuno che potesse testimoniare il fatto che Al-Hasan non stesse tirando pietre contro i soldati israeliani.

Contro di lui non vi è stata nessuna accusa.

Questa udienza viola la Convenzione del 1989 sui Diritti dell’Infanzia, firmata da Israele nel 1991 la quale dispone che nessun bambino può essere imprigionato come avviene per un adulto. Per questo, chiediamo l’immediato rilascio di Al-Hasan ha sostenuto uno dei difensori del bambino”.

Durante la prima sessione, si sono registrate accese discussioni tra gli avvocati difensori ed il giudice. Tuttvia, i difensori di Al-Hasan hanno ottenuto una revoca della multa contro la richiesta del giudice a che il padre del bambino si assumesse l’impegno a presentarsi in tribunale – qualora convocato.  

Il fratello maggiore di Al-Hasan, Rashid ha provato ad avvicinarsi al piccolo, ma è stato bloccato dalla polizia. Questa situazione ha creato altre discussioni con le forze israeliane.

Rivolgendosi alla sala, Al-Hasan ha riferito di non avere paura di essere giudicato da un tribunale militare.  

Mercoledì, la detenzione di Al-Hasan è stata estesa ed il padre si è così espresso: “Mio figlio è stato condotto in tribunale con mani e piedi legati. Era terrorizzato dalla presenza dei soldati. E’ alquanto strano che il giudice abbia deciso per l’estensione della sua detenzione proprio fino a domenica, stesso giorno in cui si è emessa la sentenza contro di lui”.

E’ stato chiesto ad Al-Mutaseb di pagare una pena pari a 5.000 Shekel, poi ridotta a 2.000. “Quale legge prevede di processare un bambino in una corte militare chiedendo poi al padre il pagamento di una multa.

Io non pagherò alcuna multa e voi rilascerete mio figlio. Questa è la legge dell’occupazione”.

 

L’avvocato difensore di Al-Hassan, Lea Tsemel, ha portato in tribunale,, al suo assistito un pallone perché potesse giocare. In quel momento, il giudice ha tentato di nascondersi il volto.  

Al-Hassan è stato arrestato lunedì insieme al fratello Amir, di 9 anni, rilasciato subito dopo.

In base all’articolo 37 della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, ratificata da Israele il 3 ottobre 1991, “L'arresto, la detenzione o l'imprigionamento di un fanciullo devono essere effettuati in conformità con la legge, costituire un provvedimento di ultima risorsa e avere la durata più breve possibile“.

 

(Fonti: Maan, Palpress http://www.palpress.ps/arabic/index.php?maa=ReadStory&ChannelID=70773
e Sabr http://palestinianprisoners.blogspot.com/)

Traduzione per Infopal di Elisa Gennaro

 

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