Giustizia ritardata è giustizia negata: la decisione della leadership dell’Anp e le pressioni internazionali sono un insulto alle vittime.

 

Gaza, 3 ottobre 2009

Giustizia ritardata è giustizia negata: la decisione della leadership palestinese dell'Anp e le pressioni internazionali sono un insulto alle vittime

Ieri, 2 ottobre 2009, la leadership palestinese – sotto pesante pressione internazionale, condotta dagli Stati Uniti – ha rinviato la proposta presentata al Consiglio dei Diritti Umani che approva tutte le raccomandazioni della Missione di inchiesta delle Nazioni Unite (il rapporto  Goldstone). Questo rinvio nega il diritto del popolo palestinese ad una efficace soluzione legale e una garanzia giuridica uguale per tutti. Questo rappresenta il trionfo della politica sui diritti umani. E' un insulto alle vittime ed un rifiuto dei loro diritti.

I crimini documentati nel rapporto della commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite rappresentano la più seria violazione del diritto internazionale; il giudice Goldstone ha concluso che c'erano prove che indicavano che potevano essere stati commessi crimini contro l'umanità nella Striscia di Gaza. Le violazioni del diritto internazionale continuano fino ad adesso, inter alia, attraverso il persistente blocco imposto illegalmente da Israele nella Striscia di Gaza. Le indagini della Commissione hanno confermato le precedenti investigazioni condotte da organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali indipendenti.

L'ingiustizia subita adesso dai Palestinesi è subita da ogni persona della terra. I diritti umani internazionali e il diritto internazionale non sono soggetti a discriminazione, non sono dipendenti dalla nazionalità, dalla religione o da affiliazioni politiche. I diritti umani internazionali e il diritto internazionale si rivolge universalmente a tutti gli esseri umani.

Il compito della legge è di proteggere gli individui per garantirne i diritti fondamentali. Ma, se il compito della legge è di essere rispettata, allora bisogna farla rispettare. La storia del mondo e l'occupazione israeliana della terra palestinese ci hanno mostrato che fino a quando l'impunità persiste, il diritto continuerà ad essere violato; civili innocenti continueranno a soffrire tutte le conseguenze terrificanti.

Giustizia ritardata è giustizia negata. Tutte le vittime hanno il diritto legittimo ad un ricorso giuridico e ad una eguale protezione da parte della legge. Questi diritti sono universali: non sono soggetti a considerazioni politiche. Nei nove mesi dall'Operazione Piombo Fuso, nessuna efficace indagine giuridica sul conflitto è stata condotta. L'impunità prevale. In una tale situazione, il diritto internazionale contempla il ricorso ai meccanismi giuridici internazionali. I diritti delle vittime devono essere sostenuti; i responsabili sono tenuti a renderne conto.

La convinzione che la responsabilità e le norme del diritto possono essere tranquillamente ignorate nel perseguire la pace  è fuorviante. La storia ci ha insegnato molte volte che una pace sostenibile può essere costruita solo sulla base dei diritti umani, della giustizia e del principio di legalità. Per molti anni in Palestina il diritto internazionale e il principio di legalità sono stati sacrificati in nome della politica e messi da parte a favore del processo di pace. Questo approccio è stato già sperimentato ed è fallito: l'occupazione si è rafforzata, insediamenti illegali hanno continuato ad espandersi, il diritto all'autodeterminazione è stato negato; civili innocenti soffrono delle conseguenze raccapriccianti. Adesso è il momento di perseguire la giustizia ed una pace fondata sui diritti umani, sulla dignità e sul principio di legalità. Con le parole del giudice Goldstone, “non c'è pace senza giustizia”.

Le giustificazioni date dalla leadership palestinese in merito al rinvio sono inappropriate. Il consenso non è richiesto, il sistema delle Nazioni Unite funziona sulla base della maggioranza. Fin dalla nascita delle Nazioni Unite, e nel corso degli anni dell'occupazione israeliana cominciata nel 1967, il consenso è stato raramente ottenuto. Le Nazioni Unite furono costituite per rappresentare la volontà delle nazioni del mondo. E' inevitabile che ci saranno dissenso e disaccordi. Le decisioni essere sostenute dalla maggioranza.

Insieme alle associazioni umanitarie noi condanniamo con forza la decisione della leadership palestinese di rinviare la proposta che approva tutte le raccomandazioni della Missione d'inchiesta e la pressione esercitata da alcuni membri della comunità internazionale. Tale pressione è in conflitto con gli obblighi internazionali degli Stati ed è un insulto al popolo palestinese.

Insieme alle organizzazioni dei diritti umani e della società civile che si occupano di diritti e giustizia, noi dichiariamo di raddoppiare i nostri sforzi per cercare di ottenere giustizia per le vittime delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nei Territori palestinesi occupati, senza ritardi.

Firmatari:

Adalah * Addameer * Aldameer * Al Haq * Al Mezan * Arab Association for Human Rights * Badil * Civic Coalition for Jerusalem * DCI-Palestine * ENSAN Centre * ITTJIAH *  Independent Commission for Human Rights * Jerusalem Legal Aid and Human Rights Centre * Palestinian Centre for Human Rights * Ramallah Centre for Human Rights Studies * Women’s Centre for Legal Aid and Counselling *

(Traduzione per Infopal a cura di Marta Bellingreri)

Versione in inglese:

Giustizia ritardata è giustizia negata: la decisione della leadership dell'Anp e le pressioni internazionali sono un insulto alle vittime.

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