Gli arresti di massa, i raid e le chiusure contro la società civile nella Striscia di Gaza da parte delle forze di sicurezza di Hamas sono una bomba contro il presente e il futuro della Palestina.

Riceviamo e pubblichiamo.

COMUNICATO STAMPA

di

LUISA MORGANTINI

Vice Presidente del Parlamento Europeo

 

Gli arresti di massa, i raid e le chiusure contro la società civile nella Striscia di Gaza da parte delle forze di sicurezza di Hamas sono una bomba contro il presente e il futuro della Palestina.

 

I criminali, chiunque essi siano, responsabili della bomba che venerdì ha ucciso sei persone, tra cui una bambina di 4 anni, devono essere trovati e perseguiti legalmente.

 

Roma 29 luglio, 2008

 

I recenti raid e gli arresti di massa, così come la chiusura di centri di assistenza, ONG e associazioni della società civile attuati dalle forze di sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza in seguito all’esplosione di venerdì scorso vicino al Al-Hilal Café – sei persone uccise, inclusa una bambina di 4 anni, e altre 27 ferite- rappresentano delle azioni arbitrarie volte a colpire il presente e il futuro della Palestina, insieme al suo diritto e alla sua volontà di essere uno Stato democratico e multiculturale, dove la diversità sia una ricchezza per il Paese. 

Finora, i responsabili dell’esplosione rimangono ignoti e, come richiesto da alcune organizzazioni palestinesi per i diritti umani, solo un’indagine esaustiva ed indipendente è necessaria per arrestarli, rispettando i procedimenti legali e i dovuti processi.

Chiunque abbia commesso questo attacco è un criminale su cui ricade la responsabilità di aver ucciso persone innocenti, compresa una bambina incolpevole, e di creare caos e divisione tra i Palestinesi, in particolare in un momento in cui l’unità del popolo e del territorio palestinese è indispensabile per far fronte all’attuale e crescente colonizzazione israeliana del Territorio Palestinese.

La chiusura illegale degli orfanotrofi, delle scuole, dei negozi che si presume appartengano ad Hamas nella Cisgiordania e gli arresti perpetrati da Israele sono non solo illegali ma, tentando di dividere ulteriormente il popolo palestinese, rappresentano anche un grave attacco all’Autorità Palestinese, e così giustamente il Primo Ministro Salam Fayyad di recente si è recato a Nablus per sfidare le forze di occupazione israeliane.   

Tuttavia, la risposta del governo de facto di Hamas è illegittima e non democratica: centinaia e centinaia di persone sono state arrestate da venerdì, più di 40 club sportivi, organizzazioni di volontariato, centri culturali, agenzie per lo sviluppo sociale, istituzioni e uffici di Fatah nell’intera Striscia di Gaza sono stati attaccati e la gran parte di questi obbligati a chiudere; le loro attrezzature, file, computer sono stati confiscati e molti attivisti e impiegati di organizzazioni non governative locali e private sono stati arrestati. 

La società civile ha il diritto di creare associazioni e di esercitare il proprio diritto alla libertà e alla sicurezza, secondo la legge: ogni ostacolo e impedimento a tale diritto rappresenta una flagrante violazione dei principi democratici fondamentali. 

Il governo de facto di Hamas deve immediatamente  cessare queste azioni e  riaprire queste organizzazioni affinché continuino il loro lavoro essenziale di fornire assistenza e spazi di libertà.

Tutte le forze sono necessarie per porre fine all’assedio di Gaza, per la liberazione dei prigionieri e per la fine dell’occupazione militare.

Spero veramente che l’Autorità Palestinese sarà saggia abbastanza da non seguire la stessa strada in Cisgiordania, poiché questo condurrebbe ad un circolo molto vizioso: tutte le parti politicamente coinvolte dovrebbero con urgenza riprendere il dialogo nazionale e l’unità, indispensabili, astenendosi dal tirare dentro all’attuale conflitto la società civile.

Abusi e maltrattamenti, se non la tortura, nei confronti dei detenuti palestinesi, arrestati sia dall’Autorità Palestinese che da Hamas, sono un altro colpo per la Palestina, come denunciano le organizzazioni palestinesi per i Diritti Umani, e devono immediatamente finire.   

Il prezzo della divisione e della repressione sarà ancora una volta pagato dalla popolazione palestinese e dalla loro causa nazionale.

 

Per info Luisa Morgantini 0039 348 39 21 465 o Ufficio Roma 00 39 06 69 95 02 17

luisa.morgantini@europarl.europa.eu; www.luisamorgantini.net;

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