Gli ebrei etiopici, stranamente sterili.

 

GLI EBREI ETIOPICI, STRANAMENTE STERILI –

Sono 90.000 gli ebrei israeliani  di origine etiopica, portati in Israele fin dagli anni ‘80, ma la cui ebraicità è contestata dai rabbini più rigorosi e dall’opinione pubblica askenazi. Formalmente cittadini israeliani, i «tornati» dall’Etiopia subiscono ogni genere di discriminazioni; la difficoltà di trovar lavoro, di ricevere una decente istruzione, e persino di trovare un ebreo disposto ad affittare loro una casa, ne fa una sottocasta disprezzata. la più povera e misera dello Stato ebraico. Tempo fa, scoppiò uno scandalo sanitario: si scoprì che il sangue donato dagli ebrei etiopici veniva gettato via, perché nessun vero ebreo accettava di farsi trasfondere il sangue di «negri».

La comunità etiopica è anche la meno demograficamente fertile. Lo strano fatto è stato scoperto dalla signora Rachel Mangoli, che gestisce un asilo infantile per i bambini etiopici a Bnei Braq, sobborgo di Tel Aviv. «Ho cominciato a  pensarci quando ho dovuto mandare indietro degli indumenti per l’infanzia che mi erano stati donati, perché non c’era nessn neonato a cui darli». Di fatto, nel suo asilo, è arrivato solo un nuovo bambino negli ultimi tre anni.

Rachel Mangoli ha chiesto spiegazioni all’ambulatorio locale, che si occupa della sanità di 55 famiglie etiopiche a Bnei Braq. «Il dirigente dell’ambulatorio mi ha risposto che avevano avuto istruzioni di somministrare iniezioni di Depo Provera alle etiopiche di età fertile, ma non mi ha voluto dire da chi aveva ricevuto l’ordine».

Il Depo Provera è un anticoncezionale usato molto di rado per i suoi gravi effetti collaterali (fra cui l’osteoporosi), ma che in compenso dà una sterilità quasi permanente. E’ stato talvolta iniettato nel Sudafrica dell’apartheid, all’insaputa delle donne negre.

La signora Mangoli ha denunciato il fatto a «Woman to Woman», un’organizzazione femminista di Haifa. Il gruppo, nel giugno 2008, ha interpellato il ministro della Sanità Yaacov Ben Yezri: il quale ha fatto rispondere che le etiopiche hanno «una preferenza culturale» per il Depo Provera.

Insomma: erano loro che preferivano l’iniezione alla pillola. Allora Women to Women ha mandato cinque donne ebree (non etiopiche) a chiedere ai loro dottori l’anticoncezionale Depo Provera, e si sono sentite rispondere di no, che quel farmaco poteva venire prescritto in casi molto particolari. Essenzialmente, solo a donne «primitive» e incapaci di gestire la loro sessualità «in modo responsabile». Il gruppo femminista lamenta che la sua indagine è stata ostacolata dal rifiuto di collaborare di ministri, medici e compagnie d’assicurazione sanitaria.

Alla fine, però, l’organizzazione è riuscita a pubblicare un rapporto-denunci sulla faccenda. «Si tratta di ridurre la natalità in un gruppo che è nero e per lo più povero», conclude Hedva Eyal, l’autrice del rapporto di «Womam to Woman»: «La direttiva inconfessata è che solo i bambini bianchi e askenazi sono graditi in Israele». dobbiamo questa preziosa informazione a Jonathan Cook, il coraggioso giornalista britannico che scrive da Nazareth. (Israel’s treatment of Ethiopians ‘racist’)

 

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