Gli strumenti del massacro. Armi di distruzione di massa.

 

Di Marco Cedolin

Fra le notizie più allarmanti che giungono da Gaza, dove da oltre 2 settimane l’esercito israeliano sta portando avanti il sistematico massacro del popolo palestinese, una delle più spaventose è quella che riguarda l’utilizzo di armi di distruzione di massa, fra le quali bombe al fosforo bianco e mini atomiche “tascabili” meglio conosciute come “Dime”.

L’argomento è di dominio pubblico da molti giorni, ma la censura mediatica lo ha fino ad oggi relegato all’informazione sul web. Telegiornali e grandi quotidiani (con l’eccezione dell’Unità che ha dedicato un articolo alla questione) si ostinano ad ignorare colpevolmente la notizia, prodigandosi in compenso nella descrizione particolareggiata dei  “terribili” razzi Kassam che Hamas continuerebbe a lanciare in quantità sempre crescente nonché a distanze sempre maggiori, contravvenendo perfino alle leggi della fisica.

Le bombe al fosforo bianco, che distruggono completamente il tessuto organico delle vittime, sono vietate dal protocollo dell’ONU per la messa al bando delle armi non convenzionali, ma Israele è fra i paesi che non l’hanno sottoscritto. Israele è in compenso fra i firmatari della Convenzione di Ginevra che vieta l’utilizzo di tali bombe contro la popolazione civile ed in aree densamente popolate, anche qualora vengano utilizzate esclusivamente per realizzare una cortina fumogena a protezione delle truppe, come fonti israeliane sostengono essere accaduto. In sostanza ci troviamo di fronte ad un pesante crimine di guerra che potrebbe potenzialmente portare Israele a risponderne davanti al tribunale dell’Aja, anche se sappiamo bene che non accadrà. Non accadrà poiché la protezione di cui gode lo stato israeliano a livello internazionale lo pone al riparo da qualsiasi rischio, non certo perché manchino gli elementi che dimostrano il massiccio uso delle bombe al fosforo bianco avvenuto in questi giorni su Gaza.

Sono numerosissime infatti le foto di bimbi i cui resti dimostrano in maniera inequivocabile gli effetti del fosforo bianco, così come numerose sono le foto ed i testimoni oculari che documentano il lancio delle bombe al fosforo, così come non mancano gli operatori sanitari che si sono trovati alle prese con morti e feriti colpiti dai ferali ordigni.

Se possibile ancora più raccapriccianti risultano essere le testimonianze di alcuni medici norvegesi presenti negli ospedali di Gaza, che analizzando le ferite presenti su un certo numero di cadaveri hanno riscontrato il probabile uso delle bombe “Dime”. Si tratta di vere e proprie “atomiche tascabili” create dall’aviazione statunitense per “limitare i danni collaterali” che causano un’esplosione radioattiva di breve raggio, in grado di rilasciare microschegge che tranciano i tessuti molli e oltre a causare la morte dei malcapitati s’innescano nei tessuti dei feriti, provocando il cancro con il passare degli anni. Naturalmente si tratta di ordigni “sperimentali” che pertanto non sono ancora inseriti negli elenchi delle armi proibite.

Gaza dunque somiglia sempre più ad una sorta di teatro per la sperimentazione dei massacri, strapieno di bambini destinati al ruolo di cavie sacrificali. Resta da domandarsi fino a quando la società Occidentale, il cui crollo verticale sotto il profilo del rispetto dei diritti umani è ormai paragonabile a quello finanziario, intende aspirare a sopravvivere a sé stessa, e si tratta di un mistero dalla difficilissima lettura.
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Israel uses white phosphorus as a chemical weapon to damage the life and Environment in Gaza

Jordan Environment Society

NGO

The pale blue 155mm rounds are clearly marked with the designation M825A1, an American-made white phosphorus munitions

White phosphorus has a significant, incidental, incendiary effect that can severely burn people and set structures, fields, and other civilian objects in the vicinity on fire. The potential for harm to civilians is magnified by Gaza ‘s high population density, among the highest in the world.

Under the Geneva Convention, which are the statutory implementation of the customary law of war, it is forbidden to deliberately attack civilians or bona-fide civilian structures, dwellings, and places used for civilian purposes, such as hospitals, religious structures, and schools. It therefore follows that the use of any form of weapon to deliberately attack civilians or deliberately attack unquestionably civilian targets unoccupied by military forces is a war crime, and in violation of the laws of war.

The problem is it covers such a wide area that when the white phosphorus wafers come down, over 100 in each artillery shell, they burn everything they touch and they don’t stop burning until they are done.

Human Rights Watch believes that the use of white phosphorus in densely populated areas of Gaza violates the requirement under international humanitarian law to take all feasible precautions to avoid civilian injury and loss of life.

Air bursting of white phosphorus artillery spreads 116 burning wafers over an area between 125 and 250 meters in diameter, depending on the altitude of the burst, thereby exposing more civilians and civilian infrastructure to potential harm than a localized ground burst.

In addition, WP use in Gaza will damage the main components of eco-systems (air, water, and soil) and some processes may be irreversible. As a result the food chain will be affected due to the damage of biodiversity there. The marine life in Gaza also will be damaged for a long period of time due to the contamination of the sea water by white phosphorus.

Since the beginning of Israel ‘s ground offensive in Gaza on January 3, 2009, there have been numerous media reports about the possible use of white phosphorous by the Israeli military.

It was identified stockpiles of white phosphorus (WP) shells from high-resolution images taken of Israel on the Israeli-Gaza border. The pale blue 155mm rounds are clearly marked with the designation M825A1, an American-made WP munitions.

The rounds, which explode into a shower of burning white streaks, were first identified at the start of Israel’s ground offensive.

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