Goldstone: costretto a partecipare a una riunione per assistere al bar mitzvah di suo nipote

 

Il noto giurista sudafricano Richard Goldstone è sottoposto sempre di più alle pressioni dei sionisti da quando ha reso noto l'omonimo Rapporto che documenta i crimini di guerra perpetrati sia dalle forze militari israeliane che dai gruppi armati palestinesi durante l'invasione israeliana di Gaza nel 2008-2009.

Recentemente, alcuni sionisti hanno persino cercato d'impedirgli di recarsi al bar mitzvah (celebrazione ebraica che decreta il raggiungimento dell'età adulta per ragazzi e ragazze, ndr) del proprio nipote, e gli hanno dato il permesso solo dopo averlo costretto a partecipare a una riunione con loro.

Il giudice Goldstone, conosciuto per il suo ruolo di mediatore decisivo per porre fine all'apartheid in Sudafrica, e per aver contribuito al processo di pace in Irlanda del Nord, è stato attaccato l'anno scorso dai sionisti in Sudafrica e negli Stati Uniti dopo aver pubblicato il suo rapporto di quasi 400 pagine, che era parte integrante di un'indagine svolta da una delegazione Onu. Quest'ultima fece ogni sforzo per ottenere resoconti israeliani delle violazioni dei diritti umani da parte dei palestinesi, allo scopo di essere quanto più equa possibile nel riportare i fatti, ma il governo israeliano si rifiutò di collaborare in qualsiasi modo.

Nonostante il rapporto fosse ben documentato e le sue fonti fossero più che attendibili, venne stroncato dai sionisti che lo definirono “propaganda”. Un atteggiamento identico venne assunto dal Congresso Usa, il quale approvò un ordine che proibiva anche solo la lettura del report in seno al Congresso stesso.

Anche la comunità ebraica in Sudafrica criticò pubblicamente Goldstone, minacciando di picchettare la cerimonia di bar mitzvah di suo nipote di 13 anni se il giudice vi avesse partecipato. Inizialmente, Goldstone cedette alle pressioni, assecondando le richieste del capo rabbino del paese, Warren Goldstein.

Il giurista ha tuttavia apertamente contestato la “politicizzazione sfacciata” della cerimonia da parte del rabbino Goldstein. In una dichiarazione, Goldstone ha scritto testualmente: “Sono rimasto esterrefatto all'udire che il capo rabbino stava politicizzando in modo tanto sfacciato il bar mitzvah del mio nipote di tredici anni, allo scopo di lanciare attacchi personali. La sua retorica sulle 'sinagoghe aperte' semplicemente non coincide con il modo in cui io e la mia famiglia siamo stati trattati”.

(Fonte: Imemc) 

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