Governo Haniyah: piano di sviluppo da 324 milioni di euro.

Gaza – Infopal. Una fonte ufficiale del ministero della Pianificazione del governo di Gaza ha rivelato i dettagli del piano di sviluppo governativo, pronto dallo scorso primo dicembre ma mai varato a causa della recente guerra israeliana.

La preparazione del piano ha seguito il meccanismo della pianificazione indicativa, che si basa sulla partecipazione delle istituzioni governative e delle organizzazioni non governative della società civile alla definizione delle linee principali del progetto.

L’ing. Yusef al-Ghariz, sottosegretario del ministero della Pianificazione, durante un’intervista con Quds Press, ha dichiarato: “Il piano è giunto in un periodo molto difficile per i Territori Palestinesi in generale, e per la Striscia di Gaza in particolare, con la continua chiusura dei passaggi e lo stretto assedio imposto alla popolazione”.
L’obiettivo principale del piano, secondo al-Ghariz, è ridurre la povertà e la disoccupazione nei Territori, e rendere più attive le istituzioni statali. Vengono poi proposti diversi obiettivi secondari per servire i vari settori economici, concentrandosi su quelli che contribuiscono a creare posti di lavoro e mantenere i servizi di base che sostengono le istituzioni e gli individui. In particolare, si punta alla riabilitazione dell’attività del settore produttivo, al rafforzamento del privato e al consolidamento dello stato sociale. La distribuzione per settori dei progetti – suddivisi in “settoriali”, “trans-settoriali” e “ministeriali” –  rispecchierebbe le tendenze già emerse nei piani di sviluppo dei governi precedenti.
Per quanto riguarda il costo del piano, il responsabile palestinese ha affermato che ammonterebbe a circa 323,7 milioni di euro, a copertura degli anni 2009-2010. Il governo vi parteciperebbe con circa 102 milioni, il 31,5% del totale; tuttavia, al-Ghariz non ha indicato il modo in cui il governo intende ottenere i finanziamenti necessari. Si prevede comunque che i vari progetti contenuti nel piano verranno presentati ai possibili donatori.
Ha poi concluso: “L’alta percentuale di spesa destinata alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo sociale, economico e istituzionale rappresenta l’intenzione di ridurre la povertà e la disoccupazione e di raggiungere una situazione di sicurezza e di buon governo. Per quanto riguarda invece la bassa percentuale riservata alla protezione sociale, si spiega con il fatto che quest’ultima è già coperta dagli aiuti internazionali”.
Ha quindi preso in considerazione i principi di base realistici e le necessità della società palestinese, esponendo una serie di scenari e strategie plausibili per il futuro. Ha così messo in risalto diversi obiettivi politici e programmi di sviluppo, che permetterebbero di sfruttare più efficacemente le risorse economiche e definire efficienti meccanismi di sorveglianza e di valutazione dell’applicazione dei progetti proposti.

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