Gruppo di diritti civili afferma che il rapporto Winograd è 'profondamente carente'.

 
 

sabato, 9 febbraio 2008
Gruppo di diritti civili afferma che il rapporto Winograd è ‘profondamente carente’

[Ho cercato di spiegare come meglio potevo, qualche giorno fa, l’enorme importanza geostrategica che per l’occidente riveste lo stato d’Israele, e come il severo limite posto alla critica legittima delle sue politiche rispecchi precisi, benché inconfessati, interessi economici e politici che non possono essere messi a repentaglio troppo disinvoltamente senza che scatti qualche tipo di penalità.
In questo momento di isterica cagnara per la grottesca vicenda delle ‘black list’ dei professori ebrei della Sapienza (nel paese dei pogrom anti-Rom, e della Lega Nord a cui è permesso praticamente tutto contro neri e musulmani), mi sembra vitale ribadire l’invito a non cadere nella trappola delle diversioni politiche e mediatiche, e mantenere il timone sulle questioni veramente essenziali. Soprattutto tenendo presente l’importante posta in gioco del boicottaggio della Fiera Internazionale del Libro di Torino. Cerco nel mio piccolo di dare il mio contributo con questa notizia che ci riporta ai giorni della guerra del Libano dell’estate del 2006.
Traduco dall’inglese — Gianluca Bifolchi]

http://achtungbanditen.splinder.com/ 

Gruppo di diritti civili afferma che il rapporto Winograd è ‘profondamente carente’

8 Febbraio 2008

Amnesty International dice che la Commissione Winograd ha ignorato i crimini di guerra contro il Libano

LONDRA – Amnesty International ha definito ‘profondamente carente’ un rapporto pubblicato il 30 Gennaio dalla Commissione Winograd sulla condotta d’Israele durante la guerra con Hetzbollah del luglio-agosto 2006.

L’organizzazione ha dichiarato che il rapporto ha evitato di investigare un aspetto cruciale della guerra — le politiche governative e le strategie militari che non hanno fatto distinzioni tra la popolazione civile libanese e i combattenti Hetzbollah, e tra le proprieta civili e le infrastrutture da una parte e gli obiettivi militari dall’altra.

"E’ stata un’altra occasione mancata per analizzare le politiche e le decisioni dietro le gravi violazioni del diritto umanitario internazionale — incluso i crimini di guerra — commessi dalle forze isrealiane", ha detto Malcom Smart, direttore del Programma per il Medio Oriente e il Nord Africa.

"Le uccisioni indiscriminate di molti civili libanesi non coinvolti nelle ostitlità e la delibearata e gratuita distruzione di proprietà civili ed infrastrutture su una scala massiccia non hanno ricevuto alcuna attenzione da parte della commissione", ha detto Smart.

Per quanto non investita dei poteri di una comissione ufficiale, la Commissione Winograd aveva i poteri per citare testimoni e raccomandare l’incriminazione di funzionari trovati responsabili di volontaria o negligente condotta criminale.

Ma la commissione ha scelto di limitare i suoi lavori a rivedere la strategia militare e le decisioni politiche, e non ha comnpiuto alcun serio tentativo di investigare sulle violazioni del diritto umanitario internazionale, compresi i crimini di guerra, commesse dalle forze d’Israele, o per raccomandare misure per individuare e perseguire le responsabilità di queste violazioni. Il rapporto raccomanda lo sviluppo di meccanismi per assicurare l’efficacia del combattimento nella cornice legale del diritto umanitario internazionale, inchieste immediate dell’esercito in caso di preoccupazioni sulla possibilità che vi siano state violazioni del diritto umanitario internazionale, e una migliore preparazione per rispondere ai problemi umanitari sorgenti dall’azione militare. Ma vengono messe da parte le prove evidenti di serie violazioni del diritto internazionale, affermando che le intepretazioni del diritto umanitario internazionale sono controverse, che non erano in grado di gestire il volume dei dati, che le presunte violazioni erano già state investigate da altri organismi, e che queste accuse sono usate come arma di propaganda comtro Israele — laddove vengono analizzate in dettaglio strategie militari e la conduzione di certe operazioni, anche in casi in cui vi erano state inchieste separate,

In base a questa ricerca sul terreno ed analisi della condotta delle ostilità nel 2006, Amnesty International ha concluso che fu la popolazione civile libanese — non i combattenti Hetzbollah — che pagò il prezzo più duro degli attacchi dell’esercito israeliano. Di circa 1,190 persone uccise, la grande maggioranza era fatta di civili non coinvolti nelle ostilità, tra essi centinaia di bambini. La schiacciante maggioranza delle case, proprietà e infrastrutture colpite dagli attacchi aerei e di artiglieria erano civili.

Altre organizzazioni umanitarie e dei diritti umani e organismi delle Nazioni Unite che hanno esaminato la situazione sono arrivate alla stessa conclusione. Nel suo rapporto del 10 novembre 2006 la commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite concluse che vi era "… un significativo modello di eccessivo, indiscriminato, e sproporzionato uso della forza da parte di IDF [Forza di Difesa israeliana] contro i civili libanesi e obiettivi civili, che ometteva di distinguere i civili dai combattenti, e le proprietà civili dagli obiettivi militari". Un’inchiesta separata di quattro esperti indipendenti dell’ONU riferì anche nell’ottobre 2006 che "le informazioni a disposizione indicano con forza che, in molti casi, Israele ha violato i suoi obblighi legali nel distinguere tra obiettivi militari e civili; nell’applicare pienamente il principio di proporzionalità"

Inoltre, il lancio di centinaia di migliaia di cluster bomb, per un totale stimato di quattro milioni di granate cluster negli ultimi giorni della guerra hanno lasciato un’eredità letale. Questa continua a causare vittime tra la popolazione civile, tra gli operatori umanitari, e il personale di sminamento che rischia letteralmente la vita per rimuovere gli ordigni inesplosi.

"Sebbene la Commissione Winograd ha raccomandato che l’esercito riveda le sue politiche sull’uso di cluster bomb per assicurarne un uso che non violi il diritto umanitario internazionale e la disciplina dell’esercito, non ha proposto misure concrete", ha dichiarato Smart.

Il persist
ente rifiuto del governo d’Israele di fornire i dati relativi alle cluster bomb e alle esatte coordinate delle aree in cui sono state lanciate ha reso le già difficoltose operazioni di sminamento molto più lunghe e pericolose. A oggi, 40 persone (27 civili e 13 membri del personale di sminamento) sono state uccise, e 234 sono state ferite (200 civili e 24 membri del personale di sminamento) da ordigni inesplosi, e il centro di azione di sminamento delle Nazioni Unite (UN-MACC) ha identificato più di 900 siti contaminati da componenti inesplosi ma ancora letali di cluster bomb ed altri ordigni lanciati dalle forze d’Israele nel sud del Libano.

Amnesty International ha invitato il governo israeliano a:

– Fornire al UN-MACC i dati di lancio delle cluster bomb e le esatte coordinate delle aree nelle quali le sue forze hanno fatto uso di cluster bomb.

– Stalire una inchiesta indipendente ed imparziale sulle prove che indicano che le sue forze hanno commesso serie violazioni di diritti umani e del diritto umanitario internazionale durante il conflitto, compreso crimini di guerra, e assicurare che i responsabili siano portati davanti alla giustizia.

– Rivedere la sua interpretazione delle regole e dei principi riguardo i concetti di obiettivo militare, vantaggio militare e proporzionalità, per assicurare che la sua interpetazione sia pienamente conforme al diritto umanitario internazionale, e che l’esercito israeliano si attenga al dovere di prendere musure cautelative mentre conduce i suoi attacchi, così come nelle azioni di difesa, e non conduca attacchi come forma di punizione collettiva.

– Annunci una moratoria sull’uso di tutte le cluster bomb e, in ogni caso, assicuri che queste armi non siano più usate, in nessun caso, in aree civili.

L’organizzazione ha anche invitato Hetzbollah, le cui forze hanno anch’esse commesso crimini di guerra durante il conflitto del 2006, a :

– Rinunciare alle sue azioni illegali di rappresaglia con lanci di razzi contro la popolazione civile di Israele, e assicurare che i suoi combattenti adottino misure precauzionali sia in attacco che in difesa, compreso il bisogno di distinguere se stessi dai non combatenti nel modo più chiaro possiibile.

– Assicurare che Ehud Goldwasser e Eldad Regev, i due soldati israeliani catturati da combattenti Hetzbollah il 12 luglio 2006, siano trattati umanamente e che sia permesso alla Croce Rossa Internazionale di entrare immediatamente i dncontatto con loro.

Fonte: Middle East Online

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