Gül mette in guardia i sionisti: ‘Giù le mani dalla moschea al-Aqsa’

Palestine-info – Istanbul.  Il presidente turco Abdallah Gül ha detto che il regime sionista, sulla questione della moschea al-Aqsa “sta scherzando con fuoco”. Egli si è detto molto preoccupato per quel viene commesso continuamente dai sionisti, specialmente per quanto avviene attorno ai luoghi santi islamici.

Il 3 marzo, Gül ha incontrato una delegazione di giornalisti palestinesi: “La 'questione palestinese' è della massima importanza, poiché riguarda al-Quds, ovvero la prima qibla dei musulmani; pertanto la questione di al-Quds riguarda tutti gli arabi e i musulmani, e per questo seguiamo costantemente gli avvenimenti ed abbiamo inviato colà una équipe tecnica per verificare da vicino cosa accade”.

Egli ha poi aggiunto che mettere le mani sui luoghi santi è una cosa molto rischiosa, per questo devono essere fermate tutte le aggressioni e le violazioni esercitate tramite lavori di scavo sotto i luoghi santi, così come deve  finire l'allontanamento degli abitanti autoctoni da al-Quds: “Se dovesse verificarsi un crollo a causa degli scavi, ciò solleverebbe reazioni nel mondo intero, perciò bisogna stare attenti a commettere simili azioni rischiose”.

Successivamente, Gül ha invitato i palestinesi a ritrovare l'unità nazionale: “Le sfide che la nazione araba e islamica deve affrontare sono enormi, quindi vi è bisogno dello sforzo di tutti per farle riottenere il posto e il prestigio che le competono tra le nazioni”. Egli ha poi aggiunto che il suo Paese non intende intromettersi nelle questioni interne dei palestinesi, “tuttavia ci auguriamo che l'attuale divisione cessi, perché essa indebolisce l'intera 'questione nazionale', pertanto appoggiamo tutti gli sforzi, compresi quelli dell'Egitto e dell'Arabia Saudita, per porre fine alla divisione”.

“Rilevo che a Gaza adesso c'è calma, e credo che vi sia di che preoccuparsi… Ad ogni modo, i fatti di Gaza di un anno fa hanno prodotto una forte empatia dei turchi verso il popolo palestinese. Ma l'embargo continua e la tragedia prosegue, ma credo che ciò non potrà andare ancora avanti per molto… l'anno scorso c'era calma, e dopo la calma venne l'aggressione”.

“Non è possibile attendersi da gente che vive sotto occupazione che resti calma e zitta: dunque la priorità dev'essere la fine dell'embargo israeliano alla Striscia di Gaza, cosicché vita, laggiù, torni alla normalità”.

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