Hamas chiede a al-Azhar di revocare la fatwa a sostegno del muro d’acciaio.

 

Gaza. Ieri, Hamas ha sollecitato i “Sapienti” egiziani, in particolar modo i dotti dell'università di al-Azhar, al Cairo, a revocare la fatwa, l'editto emanato nei giorni scorsi a supporto della costruzione del Muro di Acciaio tra Egitto e Striscia di Gaza.

L'editto evidenzia il “diritto legittimo dell'Egitto a costruire una barriera che impedisca i danni provocati dai tunnel sotto Rafah, usati per spacciare droga e altri generi di contrabbando che minacciano la stabilità egiziana”, secondo quanto ha riportato il quodiano “Al-Masri Al-Yom”.

E aggiunge: “Coloro che si oppongono alla costruzione di questo muro stanno violando i comandamenti della Legge islamica”.

In realtà, i tunnel sono usati per introdurre nella Striscia di Gaza sotto assedio israelo-internazionale, beni di prima necessità – compresi cibo, medicine, bestiame, combustibile, abbigliamento, giocattoli -, e armi per la resistenza alle quotidiani invasioni e violazioni israeliane.

Il movimento di Hamas nella Striscia di Gaza ha diramato ieri un documento in cui chiede ai sapienti di al-Azhar di ritirare la fatwa e di dichiarare haram, proibito, il muro d'acciaio.

“Desideriamo ricordarre agli onerevoli intellettuali di al-Azhar – afferma il comunicato – che la Palestina è un territorio islamico occupato, e che la moschea di al-Aqsa è sotto giudaizzazione e profanazione”.

La fatwa, diramata dall'università di al-Azhar, istituzione governativa e emanazione del regime del Cairo, ha suscitato vive reazioni in tutto il mondo islamico, dove altri dotti musulmani hanno dichiarato che essa contraddice precedenti editti a sostegno del popolo palestinesi e dei suoi diritti.

Il network di informazioni “Al-Arabiya” riporta le seguenti dichiarazioni di un altro gruppo di sapienti: “Questa barriera assedierà i nostri fratelli in Gaza e non darà loro via d'uscita all'assedio imposta da tre anni a questa parte da Israele. Essa li priverà di cibo, medicine e carburante, e distruggerà la resistenza”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.