Hamas chiede la sospensione degli incontri con Israele. Verso una nuova Intifada?

Il movimento di resistenza islamica Hamas ha sottolineato la necessità di bloccare subito gli incontri con il governo di occupazione israeliano, poiché dubita che possano servire, in considerazione delle continue aggressioni dell’esercito contro il popolo palestinese. E ha confermato che la situazione palestinese è esplosiva a causa dell’assedio internazionale e e delle violenze israeliane.

In una dichiarazione al giornale locale Falastin, Sami Abu Zuhri, dirigente di Hamas, ha dichiarato: “Tutti gli incontri diretti con l’occupazione sono inutili. Chiediamo che vengano fermati perché l’occupazione israeliana tenta di sfruttare questi incontri per coprire i propri crimini contro il popolo palestinese”.

Il presidente palestinese Mahmuod Abbas aveva annunciato l’intenzione di incontrare il primo ministro israeliano Ehud Olmert all’inizio della prossima settimana, confermando l’importanza del "proseguimento degli incontri con gli israeliani”.

Abu Zuhri ha spiegato che il proseguimento dell’escalation israeliana, sostenuta dal silenzio internazionale e arabo, costituisce un pericolo per il popolo palestinese e per le sue istituzioni e contro le forze palestinesi – in particolare, il movimento di Hamas.

E ha aggiunto che Hamas rifiuta qualsiasi tregua parziale e unilaterale.

Ha poi sottolineato la presenza di "tentativi esterni israeliani e americani di utilizzare gruppi interni legati direttamente all’occupazione per far esplodere la piazza palestinese. Questa è quanto è successo negli ultimi incidenti nella Striscia di Gaza. Le continue minacce israeliane servono per far saltare la situazione nelle piazze palestinesi. Tutto ciò, accanto all’appoggio economico e militare a gruppi particolari all’interno degli organi di sicurezza, che ha l’obiettivo di alimentare la discordia. Per affrontare questa situazione, Hamas e Fatah ci tengono a impedire che impedire che questi gruppi realizzini i popri obiettivi. Speriamo di continuare a mantenere la calma".

Abu Zuhri ha anche accusato la comunità internazionale di "stare dalla parte dell’occupazione israeliana": "La posizione internazionale è sottomessa alle pressioni israeliane e americane. Questa comunità internazionale porta avanti il proprio ruolo  nell’assedio del popolo palestinese, impedendo l’arrivo dei soldi, e tacendo sui crimini israeliani, sugli arresti di deputati oletti dal popolo. In cambio, si solleva quando viene ferito un sionista o sequestrato un soldato dell’occupazione".

E ha sottolineato la possibilità che il movimento possa rivedere strategie e posizioni "alla luce del proseguimento dell’assedio e dell’aggressione": "Il movimento prenderà la decisione nel momento giusto".

Abu Zuhri ha affermato che Israele sta cercando di far cadere l’Autorità nazionale palestinese: "Il popolo palestinese non ha nulla da perdere. Ritornerà alla resistenza aperta con l’occupazione, lontano dai limiti e dalle costrizioni imposte dagli accordi di Oslo firmati dall’Autorità palestinese”.

E ha concluso dicendo che la situazione sulla piazza palestinese sta andando verso l’esplosione e che la crescita della resistenza palestinese è una parte di questo scenario. Nell’orizzonte si profila una nuova Intifada?

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