Hamas condanna le autorità greche per aver bloccato la Flotilla

Damasco – Ma'an, InfoPal. Il Movimento di resistenza islamica, Hamas, al governo della Striscia di Gaza assediata da Israele, ha condannato l'atto delle autorità greche con cui la Freedom Flotilla, missione navale internazionale carica di aiuti umanitari e avente l'obiettivo di rompere il blocco illegale, ieri è stata bloccata.

“Il divieto di salpare dichiarato ieri e tutte le azioni di ostracismo perpetuate in questi giorni dalle autorità greche, sono una conseguenza delle pressioni israeliane, senza escludere forme di ricatto e vere estorsioni. Quelle di cui si sono fatte carico le autorità greche sono decisioni in contravvenzione al diritto internazionale e si traducono con una diretta complicità dell'imposizione di un assedio illegale sul popolo palestinese”.

Questo è quanto hanno dichiarato alcuni esponenti politici di Hamas dall'ufficio siriano.
Essi hanno richiamato l'attenzione del Parlamento europeo e delle realtà umanitarie e di diritto, perché intervengano a ripristinare la legalità lasciando partire il convoglio umanitario.

“L'assedio israeliano è un evento sfortunato per l'umanità interna”, è stato affermato da Damasco.

La guardia costiera greca aveva inseguito la nave americana della Flotilla, la quale aveva deciso di salpare.
La nave statunitense trasporta 3mila lettere scritte da cittadini americani per la popolazione palestinese di Gaza e con essa, i passeggeri delle altre nove navi sperano sempre di riuscire a mettersi in mare per raggiungere Gaza. Si punta su domenica.

Tutti gli attivisti della Flotilla sono certi che si sia trattato di “una manifestazione della volontà israeliana” e non hanno smesso di accusare Israele per le azioni di sabotaggio ai danni di due navi della Flotilla, ponendole in una politica di minacce.
In Turchia, Saoirse, la nave irlandese era stata danneggiata al punto tale da non poter più considerarla parte della missione.
Il primo atto di sabotaggio aveva interessato in Grecia la nave “Juliano”.

Ieri mattina, gli attivisti si sono dati appuntamento davanti all'ambasciata Usa ad Atene in protesta alla “complicità” americana con Israele. 

Israele ha ripetutamente manifestato la propria determinazione a non permettere la riuscita della Flotilla, adducendo motivi di sicurezza e per non creare “ulteriori tensioni regionali”.
Nel maggio 2010, le truppe israeliane presero d'assalto una delle navi della Flotilla 1, nove attivisti turchi furono assassinati producendo una bufera diplomatica e mediatica su Israele. Esattamente ciò che quest'anno il regime di Tel Aviv ha fatto di tutto per evitare.

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