Haniyah: ‘Ingiusto l’arresto di Shaykh Salah in Gran Bretagna’

Gaza – InfoPal. Piena condanna e preoccupazione hanno accompagnato le parole del premier del governo della Striscia di Gaza Isma'il Haniyah per l'arresto di Shaykh Ra'ed Salah, leader del Movimento islamico in Israele (Territori palestinesi occupati nel '48, ndr), avvenuto lo scorso 28 giugno in Gran Bretagna.

Il premier di Gaza ha voluto far veicolare un messaggio di ammirazione e incoraggiamento per Shaykh Salah da parte di tutto il popolo palestinese.

“L'atto penale in corso in territorio britannico è una violazione ai diritti umani fondamentali oltre ad essere un'offesa a un intero popolo che tanto rispetta uno dei suoi leader inestimabili. Shaykh Ra'ed Salah infatti, simboleggia per noi al-Quds (Gerusalemme) e la sacralità della moschea di al-Aqsa.

“Egli inoltre è un nostro fratello nella Palestina occupata da Israele nel 1948 e la sua presenza lì è per noi motivo di rassicurazione”, ha continuato Haniyah in seno a una riunione di gabinetto svoltasi questa mattina.

“Il suo soggiorno nel Regno Unito mirava a un obiettivo che è per lui una costante, ovvero portare il messaggio del popolo palestinese nel mondo e contribuire alla giustizia per la rottura dell'assedio illegale su Gaza”.

Poi Haniyah ha anche voluto ricordare la sua partecipazione alla Freedom Flotilla I, a bordo della nave turca Mavi Marmara, quando Shaykh Salah fu ferito dai commando israeliani.

“L'attacco contro Shaykh Salah è un oltraggio a tutto il popolo palestinese e ci scoraggia immensamente perché è il prodotto della complicità britannica con l'occupante israeliano.
Il mondo deve levarsi per la rimozione dell'assedio su Gaza, per la fine dell'occupazione israeliana in Palestina e deve indignarsi per le forme di pressione a cui la lobby sionista sottopone i rispettivi governi”.

A tal proposito, Haniyah ha ribadito la propria disapprovazione per gli eventi che in questi giorni stanno investendo la Freedom Flotilla II in Grecia.

“Le pene del popolo palestinese sono il riflesso del fallimento politico generale”.

Nel chiedere il rilascio di Shaykh Salah, minacciato di deportazione, Haniyah ha ricordato lo stato dei prigionieri palestinesi, anch'essi minacciati di deportazione e oggi in sciopero della fame nelle prigioni dell'occupazione israeliana.

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