Haniyah: lavorerò per coinvolgere i paesi arabi, europei e la comunità internazionale ad aiutarci a uscire dalla crisi attuale.

Il primo ministro palestinese Ismail Haniyah ieri sera ha dichiarato che lavorerà per uscire dalla crisi che sta colpendo la Striscia di Gaza con l’escalation di aggressioni israeliane.

Durante la sua visita al villaggio di Beit Lahiya, a nord, Haniyah ha affermato: “Dopo aver diffuso ai mezzi di informazione la proposta dell’iniziativa che vogliamo intraprendere, farò in modo di coinvolgere la comunità internazionale e i paesi arabi”.

E ha aggiunto: “Noi vogliamo attivare questa iniziativa perché siamo interessati a far uscire l’area dal bagno di sangue attuale. Deve prevalere il bene del popolo palestinese. E’ interesse del governo palestinese fermare l’aggressione israeliana e garantire la protezione della popolazione”.

Ieri il premier ha lanciato l’invito ad entrambe le parti – israeliana e palestinese – a fermare il conflitto in modo da porre termine alle operazioni militari israeliane contro la Striscia di Gaza con il ritiro delle forze, e da risolvere la questione del soldato attraverso trattative. Questa proposta è stata rifiutata dal primo ministro israeliano Ehud Olmert.

Haniyah ha commentato il rifiuto israeliano dicendo: “Siamo ancora interessati a questa iniziativa perché ne siamo convinti”, e ha espresso la speranza che “i leader israeliani diano spazio alla voce del cervello e del giudizio”.

Quanto al fatto che la proposta comprenda solo la Striscia o tutta la Cisgiordania, Haniyah ha spiegato: “Noi non dividiamo né il popolo né la terra palestinese. Ma è chiaro che le aggressioni israeliane si stanno concentrando soprattutto nella Striscia di Gaza. Noi vogliamo far terminare questa situazione, ma avvertiamo anche la necessità di bloccare gli arresti e le eliminazioni in Cisgiordania. La nostra proposta porterebbe a semplificare gli ostacoli per ciò che riguarda il caso del soldato israeliano sequestrato”.

Haniyah ha chiesto alla nazione araba e alla comunità internazionale di stare dalla parte del popolo palestinese “per ricostruire ciò che l’occupazione ha distrutto e per far finire l’aggressione contro la Striscia”. E ha aggiunto che “la distruzione inflitta alla zona ha un costo molto grande”.

Dal nostro corrispondente.

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