Haniyah: negoziati per gli Usa, non per le famiglie delle vittime

Khan Yunis – Infopal e Pal-Info. I negoziati diretti tra l'autorità di Fatah a Ramallah e l'occupazione israeliana sono inutili e non godono del sostegno popolare: lo ha dichiarato giovedì il primo ministro del governo palestinese di Gaza Isma'il Haniyah, che ha inoltre accusato il movimento di Abbas di aver ipotecato se stesso alla volontà Usa.

“Non esiste alcun appoggio legittimo, legale, popolare o nazionale per chiunque voglia manipolare gli interessi del popolo palestinese”, ha il premier palestinese durante un suhur [il pasto che precede il digiuno giornaliero durante il mese di Ramadan, ndr.] organizzato da alcune associazioni benefiche della città di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, in onore delle famiglie dei martiri e dei prigionieri.

Nessuna trattativa che implichi la rinuncia a Gerusalemme, al diritto al ritorno e a tutti gli altri diritti e principi-base nazionali può essere autorizzata – ha proseguito Haniyah. – Parlo nel nome delle famiglie dei martiri, dei feriti e dei detenuti: i loro figli si sono sacrificati per la Palestina, e non per un giro di negoziati inutili che si è già venduto al diavolo, e non percepisce se stesso se non nel quadro dei progetti americani”.

Secondo Haniyah, inoltre, la ripresa del dialogo darà al regime di occupazione israeliano la copertura politica che gli serve per proseguire nei suoi atti terroristici sotto il silenzio internazionale.

Il premier ha anche criticato l'insistenza del movimento di Fatah, che sta per avviare delle trattative senza un'agenda chiara, e che il primo ministro palestinese accusa di essersi palesemente arreso all'amministrazione e al volere degli Stati Uniti, accettando di orbitare lontano dalla volontà dei palestinesi.

Questi ultimi infatti, ha continuato il leader palestinese, appoggiavano e appoggiano tuttora la resistenza palestinese, dimostrandosi pronti a darle la loro costante protezione, e sono ben lontani dall'accettare l'idea stessa di negoziare con l'occupante.

Il primo ministro ha così ribadito gli obblighi politici ed etici del suo governo, che definisce impegnato ad assistere il popolo palestinese con tutti i mezzi possibili.

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