Hebron: le autorità israeliane chiudono tre negozi palestinesi

Hebron – Imemc. Ogni sabato nel corso degli ultimi mesi, l'associazione Gioventù contro le colonie ha portato avanti un'azione non violenta – “Aprite Shuhada Street” – all'entrata della Città Vecchia di Hebron. Lo scorso 10 agosto, l'esercito e la polizia israeliani hanno chiuso forzatamente tre negozi adiacenti all'area della manifestazione e posti di fronte al cancello di una base militare.

Alle tre meno un quarto del pomeriggio, un collaboratore locale ha infatti riferito alle Christian peacemaker teams che il negoziante aveva ricevuto un'ingiunzione che gli ordinava di chiudere le sue tre attività, e che gli lasciava mezz'ora di tempo per rimuovere tutta la sua merce. Giunti sul posto, i membri delle Cpt hanno chiamato altri attivisti internazionali, le associazioni partner e i mezzi d'informazione. Una folla di circa settantacinque persone si è radunata di fronte alle porte dei negozi, smontando e nascondendo due di esse.

Poco dopo le quattro, trenta soldati e tre poliziotti sono arrivati e si sono fatti strada tra le persone accorse sul posto. Entrati nei negozi, i soldati ne hanno trascinato fuori i clienti, sparpagliando gran parte della merce e portando a forza un palestinese nella base militare. La Mezzaluna rossa è arrivata poco dopo a soccorrere quest'ultimo che aveva riportato delle ferite: gli è stata diagnosticata una commozione cerebrale, e alla polizia è stato spiegato che aveva bisogno di un ricovero in ospedale. Gli uomini della polizia hanno replicato che avrebbero portato l'uomo in prigione, l'avrebbero interrogato e quindi avrebbero deciso se avesse bisogno di un ricovero.

Nel frattempo, i militari hanno dichiarato tutta l'area dalla base militare ai negozi “zona militare chiusa”, formando due linee e costringendo progressivamente la folla ad allontanarsi mentre gli esercizi venivano chiusi, con le porte che erano state ritrovate. Un poliziotto israeliano ha spinto dentro il negozio il carrellone pieno di merci, per chiuderlo insieme al resto. Uno dei membri delle Cpt gli ha chiesto con insistenza di riportarlo fuori, o di permetterle di recuperarlo per il negoziante, ma il poliziotto si è rifiutato di soddisfare la richiesta.

Nel corso di tutto l'episodio, un cittadino britannico e quattro palestinesi sono stati arrestati: il primo è stato rilasciato alle 2 e mezza di notte, a condizione di lasciare immediatamente la Cisgiordania e di non ritornare per i successivi 15 giorni; gli altri quattro si trovano ora nella prigione di Ofer. Il fratello dell'uomo con la commozione cerebrale ha riferito che il ricovero non è mai stato concesso.

Christian peacemaker teams

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