‘Ho incontrato Zenone’.

"Ho incontrato Zenone"

Larnaca (Cipro) – Infopal

Dal nostro inviato

Ieri, passeggiando vicino alla riva del mare, ho incontrato Zenone,
una piccola statua serissima. Ai suoi tempi dorati Larnaca si chiamava
Cizio. Sono qui da due giorni con gli amici di Free Gaza (Huwaida
Arraf, Greta Berlin, Ramzi Kisia, Dereck Graham…). Ora che li conosco
di persona, li stimo ancora di più. Ognuno ha il suo lavoro e la sua
vita privata e finanzia in prima persona la causa comune. Quel che
fanno è per amore della giustizia, non di partito o di carriera.
Infrangere l’assedio e lo strangolamento di Gaza cercando di
raggiungerla via mare è un progetto sorto due anni fa. La cosa quasi
incredibile ma vera è che lo hanno ideato in contemporanea individui
(molto diversi fra loro, ma tutti attivisti per i diritti umani) sparsi
per il grande mondo: in Australia e in Libano innanzi tutto, ma anche
in Inghilterra e negli Stati Uniti. Così è nata Free Gaza. Essendo
gente seria e non chiacchieroni inconcludenti, in breve sono riusciti a
raccogliere il danaro utile e hanno comperato due piccole navi. Ora si
tenta il secondo viaggio, forse il più difficile e pericoloso. Tutti
sanno – in primo luogo l’entità sionista – che un altro successo
potrebbe davvero cambiare le cose. Sull’onda di Free Gaza, e
autonomamente, sembra che partirà presto una nuova nave dallo Yemen –
magari si svegliassero gli Arabi!… Varie difficoltà di ordine
legale e burocratico si sono accumulate negli ultimi giorni, anche
previsioni meteorologiche avverse. Ma ora sembra che tutto sia
finalmente risolto: dovremmo imbarcarci per la nostra avventura
mercoledì 24 settembre alle ore 22. Dopo un giorno e mezzo di
navigazione vedremo, inshallah, le barche dei gazesi in festa che ci
stanno aspettando… e ritroveremo alcuni passeggeri del primo viaggio
rimasti a Gaza appositamente (sia per lavorare, sia per lasciare il
posto a Palestinesi in gravi condizioni di salute, che stanno
finalmente ricevendo le cure adeguate nell’ospedale di Larnaca), o
perché respinti ai valichi di terra. Saremo in venti. Tra di noi due
giornalisti di Al Jazeera e l’irlandese Mairead Maguire,
Premio Nobel
per la Pace nel 1976
. Non dovrebbe essere così semplice per i despoti
di Tel Aviv affondarci. Neppure arrestarci. Il grande Zenone diceva che
abbiamo due orecchie e una sola bocca proprio perché dobbiamo ascoltare
di più e parlare di meno. Chiudo dunque questa mia prima
corrispondenza, tornando sulla spiaggia per sentire cosa racconta il
mare generoso.
                                                       
Joe Fallisi

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