I capi delle brigate di al-Aqsa a Nablus si consegnano all’Anp in cambio dell’amnistia israeliana.

Nablus – Infopal

Questa mattina, i capi delle brigate dei Martiri di al-Aqsa nella città di Nablus si sono consegnatiall’Autorità Nazionale palestinese in cambio dell’amnistia da parte dell’occupazione israeliana.

Fonti palestinesi hanno riferito che 9 dei capi dei gruppi Fares al-Layl (Cavalieri della notte), appartenenti alle brigate dei Martiri di al-Aqsa, ala militare del movimento Fatah, hanno deciso di consegnarsi all’Anp e hanno promesso di fermare le attività militari e di rimanere nella prigione al-Junaid per tre mesi, per ottenere l’amnistia da parte di Israele.

‘Non saremo un ostacolo’.

Il capo del gruppo, Mahdi Abu Ghazala, ha confermato che la decisione è stata presa "per non essere usati come scusa per far fallire il piano di sicurezza" dell’Anp a Nablus.
Abu Ghazala ha dichiarato che tale scelta è da considerarsi come il "riposo del combattente": "Eravamo in contatto con il presidente della provincia di Nablus – ha spiegato – prima dell’ultima invasione. Le autorità di occupazione hanno affermato che siamo noi l’ostacolo per la consegna di Nablus all’Anp. Ecco, ora noi siamo nella sede della sicurezza, l’occupazione non ha più scuse".

‘Un passo coraggioso’.

Da parte sua, il presidente della provincia di Nablus, Jamal al-Muhsen, ha definito la decisione dei capi cittadini delle brigate al-Aqsa "un passo coraggioso", perché "dimostra il loro senso di responsabilità per la nuova situazione in cui si trovano le città della Cisgiordania, che va confrontata con la situazione buia in cui vivono quelle della Striscia di Gaza".
In una dichiarazione alla stampa, al-Muhsen ha affermato: "Nablus è sotto gli occhi di tutto il mondo. Anche i responsabili israeliani, negli ultimi tempi, hanno concentrato le loro visite alla città, oggi Barak e Fayyad s’incontreranno, e la mossa dei capi delle brigate al-Aqsa sarà la carta forte in mano a Fayyad per far togliere i check-point".
E ha aggiunto che "il prossimo passo, dopo aver chiuso con le brigate al-Aqsa sarà occuparsi delle altre fazioni".

‘Pressioni per consegnarsi’.

Fonti speciali hanno riferito al corrispondente di Infopal.it che gli attivisti dei gruppi Fares al-Layl avevano rifiutato di consegnare le armi all’Anp e avevano promesso di "non sparare neanche una pallottola se l’esercito di occupazione non avesse invaso la Città Vecchia di Nablus".

Le fonti hanno riferito che l’Anp ha esercitato molte pressioni sui gruppi della resistenza: si sono svolte molte discussioni e lunghe riunioni per "chiudere la questione", ma senza esito. Almeno, fino a oggi.

Le fonti hanno riferito che i capi che si sono consegnati all’alba di oggi dopo essere stati minacciati direttamente dal primo ministro del governo di Ramallah, Fayyad. Il premier, infatti, l’altro ieri ha visitato la città e li ha accusati della distruzione delle case, avvenuta a seguito dell’invasione israeliana; ha fatto, inoltre, sapere loro che se si fossero rifiutati di consegnarsi, non avrebbero più ricevuto gli stipendi e sarebbero stati perseguitati dalle forze di sicurezza dell’Anp.

I Fares al-Layl erano le brigate più determinate nell’affrontare l’esercito israeliano durante tutte le invasione nella città di Nablus: decine di loro sono stati uccisi e altri feriti.

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