I comitati dei familiari dei detenuti della Cisgiordania: le famiglie dei prigionieri proclamano lo sciopero delle visite per il mese di aprile.

Ramallah – Infopal.  Il ministro per gli Affari dei Prigionieri, ‘Aisa Qira’a, ha dichiarato venerdì che nel prossimo mese di aprile, le famiglie dei prigionieri hanno deciso di astenersi dal visitare i propri familiari detenuti.

Questa scelta rappresenta una protesta alla pratica israeliana di imporre il “divieto di sicurezza sulle visite” ad un consistente numero di familiari di prigionieri – per motivazioni  inconsistenti. Lo sciopero è proclamato anche in solidarietà alle famiglie della Striscia di Gaza alle quali invece le visite vengono vietate da 3 anni.

Tutto questo è emerso durante un incontro svoltosi nella città di Ramallah tra il ministro dei Prigionieri ed i Comitati delle famiglie dei prigionieri alla presenza di Quddura Fares, presidente del Comitato dei prigionieri palestinesi.

Nell’incontro si è discusso della difficile situazione che queste famiglie subiscono, della tendenza nella politica israeliana a disattendere le conseguenze delle decisioni del movimeno dei prigioneri come pure la politica di umiliazione a cui i familiari sono soggetti.

Il “divieto di sicurezza sulle visite” riguarda in particolare i parenti di primo grado – quindi  numerose madri che da molti anni patiscono questa disumana punizione collettiva, in contravvenzione agli accordi internazionali sui Diritti Umani. Le famiglie dei prigionieri hanno raccontato le raccapriccianti pratiche e l’umiliazione di non poter accedere agli incontri con i loro cari detenuti: perquisizioni provocatorie delle donne e il divieto di introdurre vestiario, libri ed effetti personali.

I familiari hanno specificato che lo sciopero si pone l’obiettivo di far giungere un messaggio di intimazione al governo israeliano e alla comunità internazionale.

Se si riesce a porre un limite a simile politica dispotica, i familiari si impegnano ad arrestare lo sciopero – decisione, tra le altre cose, presa dopo il fallimento di altri sforzi compiuti per la ricerca di una soluzione.

Si ricorda che in Cisgiordania sono 1200 i familiari dei prigionieri a cui le visite vengono vietate, mentre nella Striscia di Gaza, il divieto riguarda tutte le famiglie dei detenuti.

Le ragioni alla base dello sciopero:

1-      La continua applicazione del cosiddetto “divieto di sicurezza sulle visite” imposto a numerose famiglie;

2-      Solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza a cui il divieto è imposto, in modo assoluto, da 3 anni;

3-      Il rifiuto della politica dell’umiliazione da parte delle guardie carcerarie a cui i familiari sono sottoposti nel corso delle visite;

4-      Divieto di introdurre libri, vestiario ed effetti personali dei detenuti;

5-      Contro la negazione di poter sostenere gli esami di maturità per il secondo anno imposta ai detenuti.

 

(Traduzione di Elisa Gennaro)


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