I 'distinguo' della sinistra pro-Palestina.

Riceviamo da Susanne Scheidt e pubblichiamo.
Cari amici di Forumpalestina
 
In relazione al Vostro invito a Hamas nella Striscia di Gaza, di "tornare sui suoi passi del colpo militare e violazione della democrazia" Vi informo che il Sig. Tawfiq Tirawi, il capo dei servizi segreti palestinesi di Mahmoud Abbas, tuttora risparmiati dal presunto "colpo militare" di Hamas in Cisgiordania, ha confermato che la sua organizzazione sta compiendo arresti di palestinesi in base a liste di nominativi passategli dal suo collega, Yuval Diskin, capo dei servizi segreti israeliani Shin Bet. Se per porre fine a simili atrocità ci vorrebbe un altro po’ di "violazione della democrazia" anche in Cisgiordania, ben venga.
 
Cordiali saluti.
Susanne Scheidt
Al Awda Italia
 
—–Messaggio originale—–
Da: Forumpalestina [mailto:forumpalestina@libero.it]
Inviato: venerdì 19 ottobre 2007 17.38
A: Undisclosed-Recipient:;
Oggetto: Sinistra palestinese

 
 

Il manifesto delle forze politiche della sinistra palestinese.

Dichiarazione congiunta dopo l’incontro d’Autunno

La leadership delle cinque forze firmatarie di questo documento ha svolto una riunione per discutere la fase preparatoria in corso per la conferenza Internazionale convocata a novembre dall’amministrazione statunitense riguardo al conflitto mediorientale e ha formulato una posizione netta e chiara al riguardo, i suoi obiettivi e pericoli.

Primo punto: basandoci sui risultati disastrosi dei negoziati precedenti, crediamo che l’unica piattaforma possibile per arrivare ad un accordo per la fine del conflitto arabo e palestinese-israeliano è una conferenza Internazionale con pieni poteri e con la partecipazione di tutti i protagonisti coinvolti in base alle legittime risoluzioni Internazionali e con l’obiettivo di applicare queste risoluzioni sotto una supervisione Internazionale collettiva nel quadro delle Nazioni Unite e sotto i suoi auspici.

Secondo punto: l’invito lanciato dal presidente Bush per la conferenza d’autunno non corrisponde ai requisiti di questa piattaforma, al contrario, è un tentativo per aggirarla e deformarla. Questo invito è l’ennesimo tentativo accanito dell’USA per ottenere il sostegno Arabo e Palestinese per recuperare credibilità dopo i danni irrecuperabili visibili agli occhi di tutti prodotto dei risultati delle sue politiche di aggressione in Iraq e Afghanistan e altrove nella regione e per attuare i suoi piani previsti per la divisione del mondo Arabo e Musulmano in due assi in conflitto. Questo invito, ignora completamente il riferimento alle risoluzioni delle Nazioni Unite e cerca di crearne uno nuovo, più compatibile con le promesse fatte da Bush a Sharon nella sua lettera del 14 Aprile 2005, nella quale dava la luce verde alle ambizioni coloniali del governo Israeliano di radicare l’occupazione, annettere Gerusalemme Est e cancellare il diritto al ritorno. E’ ormai chiaro che questo invito auspica di confermare l’opzione dello stato Palestinese con confini temporanei- forse sotto un nome diverso- come base dei negoziati proposti, per dividere il percorso palestinese da quello arabo e per accentuare la crisi palestinese interna.

Terzo punto: il confronto con il programma americano richiede coordinamento e lavoro collettivo arabo – palestinese per affermare le condizioni essenziali per realizzare qualsiasi incontro internazionale attraverso un processo politico serio che conduca ad un ritiro israeliano completo da tutti i territori arabi e palestinesi occupati dal 1967 per assicurare i diritti nazionali al popolo palestinese nell’indipendenza e il rientro. Tutto ciò richiede:

Adottare le risoluzioni delle Nazioni Unite e definire come attuarle.

Adottare una formula collettiva di protezione internazionale per i negoziati nell’ambito delle Nazioni

Unite in alternativa al modello unico americano.

La garanzia della partecipazione di tutte le componenti arabe che hanno territori occupati (Palestina, Siria e Libano) sulla base di un piano garantisce a risolvere tutte le cause del conflitto arabo – israeliano.

Quarto punto: le forze riunite avvertono il pericolo di svolgere la riunione internazionale proposta e di parteciparvi senza che ci sia il minimo di condizioni che garantiscano il successo di una soluzione completa ed equilibrata respingendo le possibilità di soluzioni parziali.

Quinto punto: il livello di serietà di qualunque sforzo Internazionale per risolvere il conflitto si traduce nell’impegno di spingere Israele a cessare le sue pratiche di aggressione contro il nostro popolo e di smettere di imporre il de facto unilaterale sul campo. Cio’comprende: mettere fine all’occupazione, bloccare la costruzione del muro dell’apartheid e smantellarne la parte già esistente , metter fine alle incursioni, alle uccisioni e agli arresti, smantellare i posti di blocco, rilasciare i prigionieri politici, annullare l’ordine prepotente di considerare Gaza come entità nemica e di mettere fine all’embargo.

Sesto punto: le forze riunite avvertono di eventuali rischi quando si confronta la battaglia per il negoziato insieme alla divisione interna palestinese.

Le forze riunite affermano che l’obiettivo vero della politica americana ed israeliana è quello di sfruttare la situazione della divisione interna palestinese e tutta la debolezza che ne consegue , per ricattare tutte le parti in causa ed ottenere compromessi. Per questo le forze riunite affermano che per affrontar
e i rischi dell’invito americano non vanno mai fatti passi che aggravino la divisione interna così come i tentativi di trovare alternative all’OLP.

In questo contesto, noi firmatari, ribadiamo l’invito a Hamas a tornare sui suoi passi del colpo militare e violazione della democrazia e chiediamo che ponga fine all’anomala separatista a Gaza e di tornare sotto il quadro legittimo

Le forze invitano anche a rimuovere tutti gli ostacoli che si oppongono ad un dialogo nazionale completo che conduca ad una soluzione pacifica e democratica alla crisi interna sulla base del documento d’accordo nazionale e della dichiarazione del Cairo.

Settimo punto: Come prevenzione per i possibili rischi c’e bisogno di una partecipazione collettiva per amministrare il processo dei negoziati , con la partecipazione attiva di tutte le forze palestinesi interessate e con il completo svolgimento del ruolo dell’esecutivo dell’OLP di leadership nell’ orientare la mobilizzazione politica e designare le sue strategie.

 

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina

Unione Democratica Palestinese FIDA

Partito del Popolo Palestinese

Iniziativa Nazionale Palestinese – Al Mubadara

. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.