I dossier esplosivi di Epstein: l’ex-premier israeliano Barak collegato ai sospetti del Mossad

Washington – Quds News. L’elenco recentemente reso pubblico dei soci collegati al defunto finanziere Jeffrey Epstein ha fatto emergere nuovi sospetti sui suoi presunti legami con il Mossad, l’agenzia d’intelligence israeliana. Tra le figure di spicco identificate nei documenti resi pubblici c’è l’ex-primo ministro israeliano Ehud Barak.

Sebbene Barak sia brevemente menzionato nei documenti, le questioni relative al suo rapporto con Epstein sono state a lungo oggetto di speculazioni. Barak, che ha ricoperto la carica di Primo Ministro dal 1991 al 2001 dopo un mandato di 35 anni nell’esercito israeliano, è noto per aver incontrato Epstein circa 36 volte. È stato anche fotografato mentre entrava nella residenza di Epstein a Manhattan nel 2016, un giorno in cui c’erano giovani donne che entravano e uscivano.

Ex-agenti dei servizi segreti israeliani hanno affermato che l’operazione di traffico sessuale internazionale di Epstein era uno schema di intrappolamento mirato ad acquisire “kompromat” per ricattare potenzialmente le élite politiche e commerciali. Il principe Andrea, un altro nome della lista, è stato definito da un ex-agente dell’intelligence “l’utile idiota” di Epstein, che ha agito come un prezioso trofeo grazie alle sue influenti connessioni.

L’amicizia di Andrew con Epstein ha permesso al finanziere e a Ghislaine Maxwell di partecipare a eventi dell’alta società a Londra, soggiornando persino nella tenuta Balmoral della Regina. Le accuse si estendono ulteriormente, suggerendo che Maxwell, la presunta maitresse di Epstein, potrebbe avere legami familiari con il Mossad attraverso il padre, Robert Maxwell, un ex-magnate dei giornali britannici.

Sia la morte di Epstein nel 2019 che quella di Robert Maxwell nel 1991 hanno scatenato i sospetti. Mentre il presunto suicidio di Epstein è stato circondato da voci di gioco sporco, l’annegamento di Maxwell al largo delle coste spagnole fece pensare a un assassinio. L’ex-agente del Mossad Ari Ben-Menashe sostiene che il principe Andrea sia stato utilizzato come “utile idiota” piuttosto che essere ricattato.

Queste rivelazioni aggiungono un ulteriore livello di complessità alla già intricata rete di connessioni che circonda Epstein, coinvolgendo figure influenti e sollevando dubbi sulla portata del coinvolgimento del Mossad. La divulgazione dell’elenco dei collaboratori ha riacceso le speculazioni e le richieste di un’indagine approfondita sull’intricata rete di relazioni che Epstein ha intrattenuto fino alla sua morte.

Nel libro intitolato “Robert Maxwell, Israel’s Master Spy: The Life and Killing of a Media Tycoon“, gli autori Gordon Thomas e Martin Dillon propongono un conflitto tra le attività pubbliche di Maxwell e il suo ruolo di “spia” come fattore che ha contribuito alla sua enigmatica scomparsa.

Essi sostengono che Maxwell si sia appropriato di fondi del Mossad nel tentativo di recuperare le sue perdite finanziarie, una mossa che si è rivelata fatale.

Julie K. Brown, parlando del suo libro “Perversione della giustizia: la storia di Jeffrey Epstein” con The Times of Israel, ipotizza i possibili legami di Epstein con la comunità dei servizi segreti israeliani, affermando: “È ipotizzabile che Epstein abbia avuto rapporti con la [comunità dei servizi segreti israeliani]. Robert Maxwell aveva indubbiamente tali legami, ed Epstein condivideva una stretta relazione con lui”.

Al momento del suicidio di Epstein, la sua fortuna ammontava a circa 636 milioni di dollari, ma le origini esatte del suo ingente patrimonio rimangono elusive, alimentando speculazioni su potenziali fonti oscure.

Dopo la morte di Epstein, l’FBI ha condotto un’incursione nella sua residenza di Manhattan da 51 milioni di dollari, scoprendo in una cassaforte una serie di prove, tra cui diamanti sfusi e ingenti quantità di valuta statunitense. Il Telegraph riporta che, all’epoca, non avevano un mandato per sequestrare questi oggetti, e quando sono tornati più tardi, gli oggetti erano misteriosamente scomparsi.

Oltre al Mossad, sono stati sollevati dubbi anche sui legami di Epstein con le agenzie di intelligence degli Stati Uniti. Un rapporto del Wall Street Journal ha rivelato incontri tra il trafficante di sesso e l’attuale capo della CIA, William J. Burns, anche dopo la prima condanna di Epstein per reati di prostituzione nel 2008.

Lo stesso rapporto identificava incontri con un ex-avvocato della Casa Bianca, il preside di un’università ed un membro di una dinastia bancaria globale. Nonostante abbia scontato la pena detentiva e sia stato registrato come criminale sessuale, Epstein ha continuato ad avere incontri con ogni tipo di persona.

Il nome di Ehud è emerso solo una volta nell’ultima serie di documenti, citato in una deposizione dell’accusatrice di Epstein Johanna Sjoberg, che ha confermato di non aver mai incontrato l’ex-leader israeliano.

Il Daily Mail aveva già sollevato dubbi sull’affermazione di Ehud di non aver mai incontrato Epstein in mezzo alle donne, ottenendo delle foto che lo ritraevano mentre entrava nella casa di New York del finanziere lo stesso giorno di un gruppo di donne affascinanti. Il politico, sposato, aveva nascosto il suo volto con una sciarpa, attribuendo in seguito il suo abbigliamento particolare al freddo.

La casa in questione sarebbe stata regalata a Epstein dal magnate di Victoria’s Secret Leslie Wexner per un solo dollaro, aggiungendo ulteriore scetticismo sulla ricchezza di Epstein. Wexner è uno dei tanti nomi di alto profilo che compaiono nella lista dei nuovi associati, che comprende anche Bill Clinton e Donald Trump.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.