I familiari dei sequestrati dall’Anp in Cisgiordania temono che i loro fogli vengono arrestati da Israele.

I familiari dei palestinesi sequestrati dalle forze di sicurezza palestinesi dell’Autorità nzionale nella West Bank, temono che i militari israeliani possano arrestarli.

Le famiglie dei palestinesi rapiti a Nablus si sono appellati a tutti i responsabili affinché liberino i loro figli per paura che le forze israeliane, che hanno invaso la città, possano arrestarli.

In un comunicato, le famiglie hanno espresso grande preoccupazione che durante i continui attacchi israeliani alla città, i militari irrompano nelle prigioni delle forze di sicurezza palestinesi – come successe in quella di Gerico e di Bitunia a Ramallah, l’anno scorso.

I famigliari dei detenuti di Nablus accusano l’Anp, e Abbas, della situazione di pericoli in cui versano i loro figli, meravigliandosi del fatto che gli "onesti vengono messi in prigione, mentre le forze di occupazione aggrediscono la città e i suoi abitanti e nessuno si oppone né tenta di respingere le loro continue aggressioni".

Nella città di Nablus sono stati sequestrati più di 60 cittadini appartenenti o simpatizzanti del movimento di Hamas oppure soltanto sospettati tali dalle forze di sicurezza o da uomini armati del movimento di Fatah.

I detenuti subiscono interrogatori molto duri, vengono minacciati e torturati, approfittando del silenzio della stampa. Queste informazioni vengono nascoste dalle associazioni per la difesa dei diritti umani. 3 detenuti sono stati ricoverati in ospedale: Nihad Alaina, Abderrahim Faisal (del campo profughi Nur Shams a Tulkarem) e Wajdi Ad-Dik (di Kufr Ad-Dik, nella provincia di Salfeet).

Si ricorda che le forze di occupazione si trovano vicino alla prigione di Al-Junaid, nella città di Nablus, dove sono rinchiusi molti detenuti.

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