‘I media occidentali non possono nascondere il dolore di Gaza’

 

Press Tv. I media occidentali, come la Cnn e la Bbc dello Stato britannico, non possono nascondere le sofferenze della gente di Gaza perché il mondo conosce già la verità: lo ha affermato ieri Muhammad Marandi, professore dell'universita di Teheran, in un'intervista con Press Tv.

Nel dicembre 2008, ha premesso l'esperto, gli israeliani lanciarono un attacco su Gaza che costò la vita a più di 1.400 palestinesi, per la maggior parte civili, e lasciò migliaia di feriti. L'assalto inflisse anche più di 1,6 miliardi di dollari di danni all'economia della regione.

“I bambini in Palestina (e, in particolare, quelli a Gaza) hanno una crescita ritardata – ha spiegato a Press Tv Marandi, docente presso un'università di Tehran -, e continuano a soffrire come risultato delle sanzioni, anche dopo la guerra. Questo è qualcosa che non può essere nascosto dalla Cnn, o dalla Bbc, o dal New York Times o dal Times di Londra: è qualcosa che la gente in tutto il mondo riconosce, che le venga mostrato o no”.

“La cosa importante è che la maggioranza dell'opinione pubblica capisca che una simile situazione non ha avuto inizio con la guerra in sé. Gli israeliani stavano imponendo ai palestinesi un embargo durissimo da circa due anni. E la gente sapeva che quest'ultimo era appoggiato da Ue e Onu. Per anni, donne e ragazzi palestinesi hanno dovuto fare i conti con la mancanza di cibo e medicine”.

A parte questo, ha aggiunto Marandi, Israele procede tranquillamente nella sua costruzione di unità coloniali nei Territori occupati di Cisgiordania e Gerusalemme est.

Nella metà araba della città divisa, secondo i dati del Palestinian information center (Pic), Israele ha peraltro demolito 995 case palestinesi e costretto a cambiare casa 5.783 individui, di cui 3.109 minori, a partire dall'inizio dell'anno 2000.

Critiche sono giunte ad Israele dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale, per la sua noncuranza di fronte alle richieste internazionali di porre fine alle attività edilizie nelle colonie.

(Nella foto: un quartiere di Gaza)

 

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