I mezzi di informazione israeliani attaccano Olmert per la sua impotenza ad affrontare i missili palestinesi.

 

Noti scrittori e giornalisti israeliani hanno attaccato il loro governo guidato da Ehud Olmert, definendolo "incapace di affrontare i missili Qassam" della resistenza palestinese, che colpiscono le postazioni israeliane vicine alla Striscia di Gaza, in particolare Majdal (Sderot).

In un articolo dal titolo “Sderot: missili, rabbia, emigrazione!”, il giornale israeliano Maarif ieri raccontava della rabbia espressa dagli abitanti di Sderot durante la visita della ministra degli esteri Tzipi Livni e di altri ministri mentre i missili Qassam cadevano contro la colonia, e dei disordini scatenatisi – copertoni bruciati, lancio di pietre contro l’ufficio del sindaco, tafferugli con i polizioti israeliani, ecc.

Il giornale riferiva che gli abitanti di Sderot hanno ricevuto Olmert con il grido di “vigliacco, dimettiti”, e che hanno sottolineato che "non esiste una dirigenza nel villaggio né una dirigenza nazionale, perché nessuno arriva qui con serietà.C’è una guerra ma non è chiaro chi la guida e dove essa porti, l’oscurità regna sul posto".

Da parte sua, Alex Fishman, in un articolo del titolo “Gaza: il governo di Israele è caduto nella trappola di Hamas”, pubblicato dal giornale Yediot Ahronot, ha scritto: “Dopo sette giorni dall’inizio della crisi dei missili Qassam, il governo di Israele deve assegnarsi un cartellino giallo”.

E ha proseguito: “Possiamo avere un ottimo piano, ma la verità è che Hamas è il vincitore, fino ad oggi. Perché si pone degli obiettivi che realizza con selvaggia determinazione, l’uno dopo l’altro. Guida se stesso senza opposizione nella Striscia di Gaza, mentre il governo di Israele non raggiunge risultati”.

In questi giorni, anche i capi dell’esercito israeliano impegnati nei bombardamenti contro la Striscia di Gaza, che hanno colpito la popolazione e obiettivi civili palestinesi, provocando massacri, si sono chiesti se esista un piano e quali sono i bersagli da centrare. Si sono accorti, sembra, che gli "obiettivi" colpiti non sono quelli che loro si aspettavano: i campi di addestramento né i leader della resistenza, ma negozi, laboratori artigianali, famiglie, auto civili.

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