I pacifisti ebrei a bordo di 'Irene' sono stati arrestati e verranno deportati. 'La Marina ha usato violenza'

InfoPal. “Irene”, la nave umanitaria con a bordo 8 attivisti ebrei provenienti da Europa, Israele e Stati Uniti è stata abbordata ieri da un commando della Marina israeliana, a oltre 20 miglia al largo delle coste di Gaza.

«Dieci navi da guerra israeliane hanno costretto il battello a fare rotta
verso Ashdod (porto israeliano)», lo ha annunciato all’AFP uno degli
organizzatori che si trova a terra a Gaza, Amjad al-Shawa. «Si sono arresi
perché erano accerchiati, non avevano scelta», ha aggiunto.
«La marina ha preso il controllo del veliero per portarlo al porto di
Ashdod», ha, dal canto suo, confermato l’esercito in un comunicato,
precisando che l’arrembaggio non ha dato luogo a violenze, né da una parte
né dall’altra.

I passeggeri sono stati arrestati e portati nelle prigioni di Ashdod e Holon, e verranno deportati.

I media israeliani confermano l’uso della violenza contro i passeggeri: essi stanno parlando di “violenza ingiustificata” da parte della Marina israeliana. Ciò è in contrasto con le dichiarazioni dei vertici militari, i quali avevano assicurato che non era stata fatta alcuna violenza a chi si trovava a bordo dell’imbarcazione.

Il canale 10 della tv israeliana ha riferito che “i soldati della Marina militare hanno agito violentemente senza che ve ne fosse bisogno”. Così, uno degli attivisti per la pace israeliani a bordo della “Irene”, Jonathan Shapira, è stato colpito con il teaser [la pistola elettrica, ndr].

Il canale israeliano ha riportato anche la testimonianza di Reuven Moskovitz, uno degli scampati all’Olocausto che ha parlato di aggressione e percosse dei passeggeri ebrei da parte dei militari israeliani [Israele non rispetta neppure per i sopravvissuti all’Olocausto se questi non sono in linea con il Sionismo, ndr]: “È una cosa immorale, perché quel che mi è accaduto tanti anni fa continua a togliermi il sonno; per questo spero che Israele non faccia la stessa cosa con i suoi vicini, perché noi ci sentiamo empatici con le sofferenze dei bambini palestinesi assediati”.

Jonathan Shapira, membro dell’aviazione israeliana, ha detto: “Non ci sono parole per esprimere quel che ci è capitato quando i militari si sono impossessati della barca; malgrado non fosse stata usata alcuna violenza da parte dei passeggeri, i militari israeliani si sono comportati molto duramente nei confronti dei passeggeri. Vi è una grossa differenza tra quel che ha detto il portavoce militare e quel che è avvenuto veramente. Il primo aveva infatti dichiarato: “Non si è verificato alcuno scontro a bordo della barca durante l’abbordaggio da parte dei militari, i quali non hanno fatto uso della violenza”.

La nave, un catamarano di dieci metri, era partito domenica dal porto turco-cipriota di Famagusta.

 

La Marina israeliana abborda la barca con i pacifisti ebrei e la dirotta verso il porto di Ashdod

Al-Quds (Gerusalemme) – Psnews.ps – Quds Press, 28 settembre. La barca Irene, che trasporta aiuti per la popolazione assediata della Striscia di Gaza, è stata circondata e abbordata dalla Marina israeliana.

Lo ha annunciato questa mattina la tv satellitare 'al-Jazeera'.

La barca a vela, lunga 10 metri, era diretta a Gaza con l'obiettivo di rompere l'embargo imposto dallo Stato ebraico alla Striscia di Gaza.

Un commando della Marina israeliana è saltato a bordo. Al momento non si registrano feriti né scontri. I militari hanno assunto il controllo dell'imbarcazione che è ora diretta verso il porto di Ashdod.

Essa trasporta anche vari attivisti per la pace israeliani, perciò il ministero degli Esteri di Israele aveva dichiarato che il governo era fermamente intenzionato ad impedire loro di rompere l'embargo, seppur simbolicamente.

Prima dell'arrembaggio, Igal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri, aveva affermato: “Stiamo stabilendo un contatto con coloro che si trovano sulla nave, per chiedere dove sono diretti, ma se risponderanno 'Gaza' gli diremo che ciò è proibito. Se persisteranno nel voler entrare nella zona proibita – a una distanza di 20 miglia marittime dalla costa – verranno fermati e condotti al porto di Ashdod, oppure verrà concesso loro di andare verso il porto egiziano di el-'Arish, se lo desiderano”.

Sette pacifisti ebrei degli Stati Uniti, dell'Europa e di Israele sono partiti domenica scorsa da Famagosta (Cipro del Nord) a bordo di una piccola barca a vela, “Irene”, battente bandiera britannica, con l'arrivo a Gaza previsto per oggi.

Gli attivisti avevano spiegato che avrebbero opposto una resistenza nonviolenta nel caso in cui i militari israeliani fossero saliti sulla nave. Jonathan Shapira, ex ufficiale israeliano, aveva dichiarato che la linea da seguire era infatti quella della non violenza.

Quest'iniziativa, costata 23.500 euro, è stata finanziata da ebrei europei membri dell'organizzazione “European Jews for a just peace”.

La barca trasportava libri, giocattoli, strumenti per la pesca e medicine.

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