I palestinesi: la guerra di propaganda israeliana non dà frutti.

Dal nostro corrispondente.

Con il continuo bombardamento dell’arteglieria su Gaza e le continue invasioni, gli israliani hanno adottato una nuova strategia di guerra molto più pericolosa di quella militare precedente. Hanno iniziato una vera e propria GUERRA PSICOLOGICA, con lo scopo di scoraggiare e distruggere la volontà dei palestinesi facendo della paura il nuovo mezzo di occupazione.
Inoltre hanno iniziato, come in Libano, a gettare volantini con caricature di Khalid Mesha’al, direttore dell’ufficio politico di Hamas, e del segretario generale di Hezbollah, Hasan Nasrallah che montano dei muli, insinuando con ciò che sono stati loro a portare la morte e la distruzione al popolo palestinese.

Momento sbagliato.

Un professore di Psicologia di Gerusalemme, Fadl Abu Hain, ci spiega come questi nuovi mezzi adottati siano stupidi ed inutili in quanto vengono usati in un momento in cui il popolo palestinese non cade più nelle trappole degli israeliani. Trappole che tentano di insinuare il dubbio nei confronti dei loro leader spirituali e politici. Ormai è chiaro a tutti che si tratta di tentativi disperati dell’esercito per rimediare alla bruciante ed evidente sconfitta sul campo di battaglia libanese.

Dello stesso avviso è il dottor Jawad Addalw, insegnante di Comunicazione e Informazione all’Università islamica di Gaza, e direttore di un quotidiano locale.

Ashraf Al-A’jami, ricercatore di Politica israeliana sostiene che tutto questo è un chiaro messaggio al popolo palestinese con l’obiettivo di incutere timore in chiunque voglia supportare in qualsiasi modo la resistenza palestinese.

Questa è una politica di incoerenza, oltre che di chiara e consolidata ingiustizia: l’esercito israeliano chiama al telefono le famiglie palestinesi ordinando lo sgombero immediato dell’abitazione, e dopo dieci minuti bombarda l’edificio – spesso senza lasciare tempo sufficiente alla fuga.

Se non fa effetto un missile, figuriamoci un volantino

"Così è il carattere palestinese – dice un cittadino – e nonostante le igiustizie e tutti i soprusi che subiamo, non ci chineremo mai; non lo abbiamo fatto quando hanno provato a piegarci la schiena col peso dei missili, col peso del dolore per la morte dei nostri cari, di donne e bambini inermi. Sono pazzi a credere che ce la faranno con un volantino. Tantomeno riusciranno a intaccare la nostra fiducia e l’affetto verso i nostri leader".
 

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