I Palestinesi non accetteranno un governo di Vichy.

 

I Palestinesi non accetteranno un governo di Vichy

Khalid Amayreh

17 giugno 2007

Gerusalemme occupata — La grandissima maggioranza dei Palestinesi, a casa e nella Diaspora, non accetteranno un governo collaborazionista a Ramallah che operi agli ordini di Israele. Questo è esattamente quanto l’amministrazione Bush ed Israele si aspettano dal nuovo governo, guidato da Salam Fayyad. Naturalmente ora sta a Fayyad ed al suo governo provare quanto mal risposte siano queste aspettative israeliane e americane. Sfortunatamante, il nuovo governo sembra offrire poche speranze di un domani migliore per il popolo palestinese, messo alla fame, tormentato e prossimo all’esaurimento. In effetti, l’assordante silenzio di Abbas, Fayyad, e altri, di fronte al banditesco comportamento di ben noti hooligan in armi che hanno devastato ed incendiato edifici, istituzioni e centri commerciali per tutta la West Bank assai rivelatore. E’ vero, il governo si è costituito da solo poche ore. Comunque, l’assenza persino di una condanna verbale dell’orgia di terrore e vandalismo contro sospetti sostenitori di Hamas, delle loro famiglie e delle loro attività economiche non sembra annunciare niente di buono per l’immediato futuro. Prevedibilmente, Stati Uniti e Israele hanno riversato vagonate di lodi al governo Fayyad. In più, hanno già manifestato la loro entuisiastica volontà di togliere le sanzioni contro la West Bank occupata, apparentemente per rafforzare il fronte Dahlan-Abbas contro gli altri Palestinesi che rifiutano bustarelle ed intimidazioni per cedere all’insolenza israeliana e all’arroganza del suo potere. Il governo Fayyad potrebbe essere temporaneamente favorito dall’appoggio americano e israeliano. Comunque, dovrebbe capire che un aiuto proveniente da quelle fonti è un calice avvelenato. L’esperienza ha dimostrato che in Medio Oriente ogni governo, o fazione, o organizzazione sostenuta dagli USA incontrerà il disprezzo delle masse.. Questo è particolarmente vero nei Territori Occupati palestinesi, dove la collaborazione con Israele, che controlla le politiche americane, è considerato il tradimento supremo. Le masse palestinesi sanno bene ciò che gli USA rappresentano per loro, per i propri bambini e la loro vecchia causa. Rappresentano l’oppressione nelle sue forme peggiori. Simbolizzano l’assassinio di massa, il furto di terra, l’esproprio, la deprivazione e l’essenza stessa della menzogna e dell’ipocrisia. L’America ha reso possibile, sostenuto e giustificato 40 anni di nazismo israeliano il cui obiettivo supremo è la cancellazione dei Palestinesi come nazione, prendendosi la loro patria e rendendo il loro futuro il più precario possibile. In breve, l’America è per i Palestinesi grosso modo ciò che la Germania nazista è stata per gli Ebrei. Pertanto, ogni governo che consentisse a porsi nel grembo dell’America perderà la sua legittimità se non la sua stessa esistenza. Probabilmente è questa la ragione perché i Palestinesi nella Striscia di Gaza non hanno combattuto per Muhammed Dahlan e i suoi uomini. Negli ultimi 18 mesi, gli USA, per il tramite di persone come Keith Dayton, ci hanno dato molto denaro ed armi per ucciderci l’uno con l’altro per compiacere Israele, che non fa alcuna differenza tra questo o quel gruppo di Palestinesi, almeno finchè respingono l’occupazione ed insistono sulla libertà. Questo è successo mentre USA ed Israele (insieme agli ipocriti governi dell’Unione Europea) hanno agito per mettere alla fame e impoverire qualunque Palestinese nella speranza che si rivoltassero contro Hamas ed abbandonassero le aspirazioni palestinesi, in cambio di pane e denaro americano. Si, l’America ci ha fornito armi per ucciderci l’uno con l’altro, mentre ci affamava e ci tormentava, come se i nazisti del nostro tempo ci volessero assassini ed assassinati, nella fame. Queste non sono parole in libertà ma fatti ben noti. Funzionari e media USA hanno parlato apertamente di una guerra civile da alimentare a Gaza e nella West Bank. Elliot Abrams, che parla imbeccato da AIPAC, si è persino vantato del suo successo nel mettere i Palestinesi gli uni contro gli altri. Sfortunatamente il Presidente Abbas non si è mai preso la briga di dire al popolo palestinese la ragione per cui stesse ammassando tante armi fornite dagli Americani. E’ perchè voleva combattere l’occupazione israeliana? O voleva decapitare Hamas appena si presentasse l’occasione? E se questa era la ragione, non era forse giustificata Hamas nella sua azione preventiva? I Palestinesi onesti sapevano dal principio cosa stava per accadere. Tutto era già scritto da tempo, e l’apostasia nazionale da parte di alcuni leader palestinesi si faceva sempre più insostenibile. Non c’è dubbio che qualunque flagrante identificazione del nuovo governo con l’occupante israeliano segnerà la sua fine, e questo può accadere da un momento all’altro. Più precisamente, è errato e fuorviante presumere che il movimento Fatah nel suo insieme sosterrà un governo che dica "Ma certo!" ad Israele e Stati Uniti. Un governo del genere sarebbe un governo del tradimento, un governo Quisling. Pertanto, il nuovo governo dovrebbe essere cauto e guardarsi dal raggiungere una qualunque intesa col regime sionista che potrebbe compromettere i nostri diritti nazionali. Qui non c’è questione di Fatah contro Hamas. Qui si parla della Palestina e la Palestina non è in vendita.

Tradotto dall’inglese all’italiano da Gianluca Bifolchi, membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è in Copyleft per ogni uso non-commerciale: è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne l’autore e la fonte. URL di questo articolo: http://www.tlaxcala.es/pp.asp?lg=it&reference=3002

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