I palestinesi sotto assedio ridotti alla fame e l’Italia premia gli israeliani per curare le loro vittime.

ANSA

FIRENZE, 4 OTT – Si rafforza uno dei progetti di cooperazione per la pace in Palestina che vede la Toscana come promotore e storico capofila. Si tratta di Saving Children il programma che ha permesso finora di curare circa 4500 bambini palestinesi , non altrimenti curabili, in ospedali israeliani con il supporto di centri d’eccellenza italiani come il Meyer di Firenze. E’ di questi giorni il sì al finanziamento del Ministero degli Esteri pronunciato dall’apposito comitato operativo presso la Farnesina al nuovo progetto presentato dalla Toscana in qualità di regione capofila. L’impegno finanziario sul nuovo progetto, con valenza triennale, sarà di 5 milioni e 700 mila euro e vedrà la compartecipazione al 50% da parte del Ministero e per il rimanente 50% da parte della Toscana e delle altre regioni partner: Emilia Romagna, Umbria e Friuli Venezia Giulia. L’impegno della Toscana a favore dei bambini palestinesi prese il via nel periodo 2002-03 con l’accoglienza di 18 bambini in condizioni di assoluta emergenza, accompagnati dai loro familiari, presso ospedali toscani e si ampliò nel corso del 2003 grazie alla stretta collaborazione con il Centro Peres per la Pace, la Ong palestinese Panorama e un gruppo di pediatri palestinesi. Nel novembre 2004, con un altro finanziamento di 1 milione e 200 mila euro si è aggiunta l’Emilia Romagna e successivamente l’Umbria con 100 mila euro. Grazie al partenariato con il Centro Peres per la Pace e l’Associazione Medici Palestinesi è stato possibile ridurre del 50% le parcelle chieste dagli ospedali israeliani e curare sempre più bambini nelle strutture aderenti all’iniziativa ed é stata questa la chiave di volta che ha permesso di raggiungere ad oggi il numero di circa 4500 bambini palestinesi che hanno fruito di cure e interventi chirurgici. Gli interventi sanitari hanno inoltre potuto giovarsi del know how specifico di ospedali quali il Meyer di Firenze, della Usl di Bologna e di quella di Foligno. Contemporaneamente i medici palestinesi hanno potuto effettuare stage di specializzazione in Italia. Le patologie curate grazie a Saving Children sono nella maggior parte cardiochirurgiche o cardiologiche (527 casi), seguono interventi di riabilitazione motoria e psicologica (148 casi), trapianti del midollo e cure oncoematologiche (87 casi), ma numerosi sono anche gli interventi all’apparato uditivo (73) e per la ricostruzione del labbro leporino (45). Gli interventi di neurochirurgia sono stati finora 17. (ANSA).

Leggete anche  https://www.infopal.it/testidet.php?id=6446 (Maariv: Shabak, il servizio d’intelligence israeliano ricatta i malati palestinesi. Collaborazione in cambio di cure mediche)

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