I sindacati: Fayyad licenzia 23.000 dipendenti pubblici.

I sindacati del pubblico impiego hanno dichiarato che la decisione del governo Fayyad di non pagare gli stipendi a certe categorie di dipendenti significa "buttare per la strada 23000 persone di diversi strati della popolazione palestinese".

Si ricorda che Fayyad, economista dalla lunga carriera alla Banca Mondiale, e cittadino americano, rappresenta la visione neoliberista occidentale in Medio Oriente.

In un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto copia, i sindacati hanno chiarito che i lavoratori che non riceveranno lo stipendio sono 6500 membri delle Forze Esecutive appartenente al ministero degli interni, e circa 3500 impiegati civili in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Tutti gli altri sono i dipendenti assunti subito dopo le elezioni legislative per la loro appartenenza a Fatah. Nel comunicato si legge: "Coloro che decidono li hanno ignorati e abbandonati. Esprimiamo la nostra solidarietà perché l’impiego è un diritto acquisito".

I sindacati hanno dichiarato che il governo di Fayyad "non si è accontentato di criticare la resistenza, ma ha anche annullato i contratti firmati dal decimo governo, ha arrestato più di 300 dipendenti pubblici e mandato agli arresti domiciliari centinaia di altri, impedendo loro di raggiungere i posti di lavoro. Ha deciso inoltre di annullare i contratti siglati alla data del 1/4/2006".

‘Non rimarremo zitti’.

I sindacati hanno annunciato il loro rifiuto ad accettare queste decisioni e hanno invitato i lavoratori a recarsi ai propri posti di lavoro. E hanno aggiunto: "Dove sono i nazionalisti che hanno sempre dichiarato di stare parte dei dipendenti?".

E hanno confermato che queste scelte del governo "servono solo per colpire la resistenza del popolo palestinese. E’ la stessa politica dell’occupazione".

I sindacati hanno chiesto al governo "licenziato" di Ismail Haniyah di "assumersi le responsabilità delle decisioni del governo di emergenza".

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