Il 2009, ‘anno della frustrazione e della delusione per i giovani palestinesi’.

Ramallah – Infopal. Badr Zama'ra, direttore esecutivo del Forum giovanile “Shârik!” (“Partecipa!”), afferma che nel corso del 2009 si è rafforzato il senso di frustrazione, già diffuso in precedenza tra i giovani palestinesi, risultante dalle crescenti delusione e sfiducia nei confronti dei partiti politici palestinesi a causa delle loro divisioni interne e delle severe restrizioni, in molti settori chiave, poste alla partecipazione giovanile; per non parlare dei rischi per la loro salute fisica e mentale derivante dalle aggressioni delle forze di occupazione israeliane, particolarmente accanite contro i giovani, oltre all’elevato tasso di povertà e di disoccupazione che colpisce in maniera specifica i neolaureati.

Egli perciò mette in guardia dai pericoli derivanti dal costante indebolimento del ruolo dei giovani palestinesi e dagli effetti psicologici che esso produce, con la possibilità che il tutto trovi sfogo in una potenza distruttiva che non risparmierà la comunità palestinese nel suo complesso. Per questo egli sottolinea la necessità di migliorare le opportunità di partecipazione dei giovani alla vita civile, politica, economica e sociale palestinese, in modo da fermare il processo polarizzazione rispetto alle due parti in cui la patria si è trovata divisa.

Zama‘ra ha dichiarato all'agenzia “Quds Press” che il livello di disoccupazione crescente, in particolare tra i giovani palestinesi, li rende scoperti e fragili, così sovente essi perdono il senso dell'obbiettivo da raggiungere nella vita. Egli sottolinea che la povertà e le difficoltà economiche nei territori palestinesi occupati sono in aumento: la disoccupazione crea una vasta gamma di mali sociali ai quali sono esposti i giovani, perciò critica duramente la mancanza di una legislazione in materia che contribuisca a curare questa depressione giovanile.

Zama'ra ha anche messo sull’avviso dalle conseguenze della situazione dei giovani palestinesi che si riverbera su tutta la società, come dimostra il crescente numero di ragazzi che si arruolano nei gruppi armati per garantirsi prestigio e una fonte di reddito.

Egli ha perciò chiesto al governo palestinese e alle organizzazioni della società civile di lavorare su dei dati reali riguardanti i giovani al fine di costruire politiche fattive, ad esempio ampliando i servizi sanitari e combattendo la crescente povertà (derivata in gran parte dai vincoli imposti dagli occupanti israeliani), poiché l’insufficienza alimentare, che colpisce anche i giovani ed è fonte di malnutrizione e anemia, è un problema da risolvere al più presto.

 

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