Il Brasile e il Medio Oriente: una posizione da Paese libero e sovrano.

Mentre l'Italia è sempre più allineata e appiattita al volere israelo-statunitense (in totale detrimento dei propri interessi nazionali), e sembra aver completamente spazzato via il suo storico ruolo di “ponte tra culture e civiltà mediterranee”, il Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva sta acquisendo una posizione sempre più importante nello scenario geo-politico mediorientale, sia nei confronti dell'Iran sia del cosiddetto “conflitto israelo-palestinese”.

Ieri, qualche ora prima di incontrare il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, il presidente brasiliano ha infatti dichiarato che non è prudente mettere l'Iran contro il muro” a causa del suo programma nucleare.

“Non è prudente mettere l'Iran contro il muro. E' più prudente negoziare. Desidero per l'Iran la stessa cosa che voglio per il Brasile: utilizzare lo sviluppo dell'energia nucleare a fine pacifici”, ha dichiarato Lula ai giornalisti. 

Il presidente ha evidenziato che l'Iran avrà l'appoggio del Brasile solo se confermerà un uso pacifico dell'energia nucleare.

“Se vuole andare oltre, l'Iran andrà contro ciò che è previsto nella Costituzione brasiliana, e pertanto non potremo essere d'accordo”, ha affermato Lula.

In serata, il presidente ha ricevuto Hillary Clinton, che aveva chiesto alle autorità brasiliane il sostegno nel convincere l'Iran ad abbandonare il programma nucleare.

Lula ha aggiunto che qualsiasi domanda la Clinton dovesse fare sull'Iran dovrà essere presentata al ministro degli Esteri, Celso Amorim, in quanto non è una questione che deve essere affrontata durante una riunione con il capo dello Stato.

Su possibili pressioni, il presidente ha assicurato che “il Brasile mantiene la propria posizione. Il Brasile ha una posizione chiara sul Medio Oriente e sull'Iran. Il Brasile crede che sia possibile costruire un altro corso attrraverso il dialogo”.

Lula ha ribadito ciò che già disse al suo collega statunitense, Barack Obama, e agli altri leader dei Paesi europei sulla posizione brasiliana nei confronti dell'Iran: difendere il dialogo.

(Fonte: http://www1.folha.uol.com.br/folha/mundo/ult94u701722.shtml)

Per ciò che riguarda, invece, la situazione palestinese, la presidenza Lula riconferma la propria posizione di mediazione, slegata dal diktat statunitense, che la differenzia da tutta l'Europa, Italia in testa.

L'occasione per ribadire il “non allineamento” brasiliano al carrozzone Usa-Ue è offerto dall'imminente viaggio del presidente Lula in Medio Oriente, durante il quale passerà una notte a Betlemme, “rompendo il protocollo”, o meglio, la discutibile consuetudine delle diplomazie occidentali.

Si tratta di una decisione che lo colloca su una linea ben diversa rispetto a quella seguita dai suoi colleghi europei e statunitensi che prevede un soggiorno a Gerusalemme e non nei Territori occupati della Cisgiordania.

La scelta di Lula è stata accolta con entusiasmo dai palestinesi.

 

“A Betlemme, Lula potrà vedere da vicino il muro che Israele ha costruito in Cisgiordania, e che divide la città in due parti. Egli potrà anche osservare, dalla finestra dell'hotel dove sarà ospitato, i campi dei rifugiati palestinesi onde ficará hospedado, os campos de refugiados palestinos e gli insediamenti israeliani”, ha dichiarato il deputato Faez Saqqa, ex-reppresentante dell'OLP in America Latina e uno dei dirigenti di Fatah, che partecipa all'organizzazione della visita del presidente brasiliano.

“Il fatto che Lula ha scelto di passare un giorno e mezzo in Israele e un giorno e mezzo in Cisgiordania – scrive il quotidiano brasiliano 'Globo.com' -, è visto dai palestinesi come un segnale che il Brasile può rappresentare un 'mediatore onesto' nella risoluzione del conflitto”.

Critica, invece, è la posizione di Israele, che, attraverso l'ambasciatrice Dorit Shavit, direttore del Dipartimento latino-americano del ministero degli Esteri israeliano, fa sapere che un giorno e mezzo di visita allo Stato ebraico “è un po' poco”.


“Il fatto stesso che il presidente brasiliano pernotterà in una città palestinese dà al mondo un messaggio molto: nonostante tutte le nostre difficoltà provocate dall'occupazione israeliana, siamo in grado di ricevere una visita di questo livello”, ha dichiarato un dirigente Olp alla BBC brasiliana.

(Fonte: http://g1.globo.com/Noticias/Mundo/0,,MUL1513608-5602,00-PALESTINOS+ELOGIAM+DECISAO+DE+LULA+DE+PERNOITAR+EM+BELEM)

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