Il Brasile rafforza i rapporti con Israele e firma nuovi accordi

Tel Aviv – MEMO. Di Eman Abusidu. Il Brasile e Israele hanno firmato una lettera d’intenti per lo scambio di tecnologie e innovazioni nei porti e negli aeroporti nazionali.

E’ quanto avvenuto nel primo giorno della Missione Internazionale Porto & Mare Brasile-Israele 2023, guidata dal ministro brasiliano dei Porti e degli Aeroporti, Marcio Franca. La delegazione brasiliana si è incontrata con funzionari israeliani e uomini d’affari a Tel Aviv, questo mese.

“Israele è un paese di piccole dimensioni in termini di territorio, ma ha una tecnologia avanzata. Nel nostro settore, desideriamo davvero questa tecnologia a fini di sicurezza. Stiamo avendo molti problemi con le droghe, con persone che cercano di introdurre droghe sulle navi e anche negli aeroporti. Possiamo fornire loro ciò che sappiamo fare meglio, che è la questione dello spazio fisico, e nel contempo prendere spunto da ciò che hanno”, ha spiegato Franca.

Il “Terminale di Ashdod, situato a circa 40 chilometri da Tel Aviv, è considerato il complesso portuale più moderno in Israele”, ha aggiunto.

All’evento hanno partecipato il direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per il Trasporto di Acque Interne (Antaq), Eduardo Nery, ed il presidente del Consiglio di Amministrazione del Porto di Ashdod, Shaul Schneider.

Uno degli obiettivi principali dell’accordo è “conoscere le innovazioni tecnologiche sviluppate da 12 startup israeliane per la catena portuale e logistica. Rafforzare le opportunità di collaborazione nei progetti e sviluppare in modo congiunto gli affari fanno anche parte dell’accordo”. Ai sensi dell’accordo, la città di Santos, nello stato brasiliano di San Paolo, avrà un'”Ambasciata dell’innovazione israeliana”.

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Tutto ciò avviene nonostante il sostegno del presidente brasiliano Lula da Silva alla causa palestinese. Il Brasile aveva una buona relazione con Israele, votando a favore della Risoluzione 181 delle Nazioni Unite, il Piano di Partizione del 1947 che aprì la strada alla creazione dello Stato di Israele, e fu uno dei primi paesi a riconoscere lo stato nascente e a mantenere un rapporto equilibrato con esso.

Nel contempo, il Brasile ha cercato di avere una posizione di rispetto per i diritti umani, il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite, rimanendo un interlocutore per entrambe le parti, senza rinunciare alle sue posizioni di principio.

Il Brasile ha avviato colloqui con Israele per acquisire e scambiare tecnologie scientifiche e di difesa durante la presidenza di Jair Bolsonaro. Da allora sono stati firmati molti accordi, inclusi per missili, radar e telecamere di sorveglianza ad alta tecnologia. Questi possono modernizzare le forze armate e le agenzie di sicurezza brasiliane. A livello globale, il Brasile è uno dei maggiori acquirenti di tecnologie militari israeliane, con acquisto di armi effettuato tramite aziende private in accordi riservati.

“Quando ero ministro della Difesa, ho sempre consigliato al nostro personale delle forze armate di fare attenzione”, ha spiegato l’ex-ministro brasiliano degli Esteri Celso Amorim in un’intervista a MEMO, qualche mese fa. “Non sono contrario a Israele di per sé, ma il problema è che potremmo affrontare restrizioni a causa delle nostre posizioni nei confronti della Palestina”. Per Amorim, c’è una dipendenza eccessiva del governo brasiliano dalla tecnologia militare israeliana, soprattutto nell’aeronautica – utilizzata in aerei, satelliti e droni, ad esempio.

(Foto: delegazione brasiliana incontra funzionari israeliani a Tel Aviv durante la missione internazionale Porto & Mar Brasile-Israele 2023 [governo brasiliano] https://twitter.com/IsraelinBrazil/status/1663241432381915152).

Traduzione per InfoPal di F.L.