Il Brasile ribadisce l’interesse a discutere del ‘processo di pace israelo-palestinese’.

Ginevra. “Il Brasile non mantiene un contatto diretto con Hamas, ma lo farà se questo contribuisse a stimolare il processo di pace in Medio Oriente”. E' quanto ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri brasiliano Celso Amorim.

“Ci sono stati contatti informali, in passato, ma se fossero di aiuto, io non ne escluderei altri”, ha risposto Amorim a una giornalista che gli chiedeva della possibilità di relazioni con il movimento che governa a Gaza.

“Noi crediamo nel potere della ragione. Forse è ingenuo, ma è così che pensiamo. Dobbiamo parlare per convincere  le persone su un punto di vista”, ha spiegato il ministro parlando con i giornalisti, prima di un incontro con il suo omologo palestinese, Riyad al Malki, a Ginevra.

Amorim ha chiarito che il Brasile non terrà i contatti con Hamas senza informarne l'Anp, l'Autorità nazionale palestinese di Ramallah.

Da parte sua, Al Malki ha avvisato il collega che “ogni contatto con Hamas dovrebbe imporre una condizione per quanto riguarda le 'regole del gioco'. Tutti i segnali che essi inviano […] dimostrano che non si preoccupano delle loro responsabilità e vogliono imporre il proprio sistema  di regime a Gaza. Nel momento in cui Hamas aderirà alla politica formale e rispettarà i principi di diritto che tutti rispettiamo, allora nessuna porta si chiuderà davanti e non non sarà lasciato più solo”.

Al Malki ha aggiunto che il Quartetto per il Medio Oriente (Onu, Usa, Ue e Russia), l'attuale responsabile delle negoziazioni di pace nella regione, “non sta  facendo abbastanza perché il processo di pace sia ripreso. Pertanto, ho deciso di rivolgermi ad altri paesi, come il Brasile. Se il Brasile e altri Paesi vorranno giocare un qualche ruolo, noi dobbiamo agevolarlo, per il bene del processo di pace”.

Il Brasile chiede un ruolo di maggiore importanza negli sforzi internazionali per raggiungere un accordo in Medio Oriente: il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha in programma visite in Israele, Giordania e Territori palestinesi, nel marzo prossimo.

(Fonte: agenzie di informazioni brasiliane).

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