Il capo della Comunità ebraica di Roma: ‘Shalit merita il premio Nobel per la Pace’

Roma – Quds Press. Il capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha proposto di conferire il Nobel per la Pace all'ex caporale israeliano Gilad Shalit, rilasciato la settimana scorsa nell'ambito dell'accordo di scambio dei prigionieri raggiunto tra Hamas e Israele.

Mezzi d'informazione italiani riportano le affermazioni di Pacifici: “Gilad non è stato un detenuto qualunque. Egli ha vissuto per cinque anni in un tunnel senza vedere nessuno, senza ricevere cure mediche, e senza mai vedere la luce del sole. Nonostante tutto questo dolore, il suo atto non è stato esprimere odio, ma continuare a sperare nella pace”.

Gilad Shalit fu catturato dalla resistenza palestinese nel giugno del 2006, mentre, da un carro armato, era impegnato a bombardare abitazioni civili palestinesi nella Striscia di Gaza.

Da parte sua, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha apprezzato la proposta di Pacifici: “Io penso che sia una bellissima proposta. Ovviamente devo consultare l'assemblea capitolina, ma io proporrò una mozione per sostenere questa candidatura. Credo che la città di Roma, se questa mia indicazione sarà eseguita, sarà schierata in prima linea nel sostegno a tale richiesta”.

Nel 2009, il consiglio comunale di Roma aveva conferito all'unanimità la cittadinanza onoraria a Shalit.

Tra i detenuti palestinesi rilasciati da Israele nell'ambito dello stesso accordo, alcuni hanno trascorso più di 30 anni nelle carceri dell'occupazione israeliana. Sami Younes – tra l'altro cittadino israeliano – ha trascorso 28 anni ed è stato rilasciato all'età di 80. 

Ma l'esperienza di ciascun ex detenuto palestinese porta con sé storie di abusi e tortura, detenzioni arbitrarie, negligenza medica e diritti umani fondamentali violati quotidianamente dalle autorità carcerarie israeliane.

Oltre 350 bambini palestinesi si trovano nelle prigioni di Israele e supera i 5mila il dato sul totale dei palestinesi che periscono ancora in detenzione israeliana.

E' di pochi giorni fa l'ultimo documento di Friends of Humanity International: “Israele è il n.1 nel violare i diritti dei prigionieri”.

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