Il Centro ‘al-Mizan’ denuncia: ‘Ai checkpoint Israele scheda anche i malati


Gaza. Il Centro “al-Mizan” (“La Bilancia”) per i diritti umani accusa le autorità israeliane di schedare i malati palestinesi che attraversano il valico di Eretz, spingendoli a diventare delle spie in cambio di cure mediche fuori della Striscia di Gaza assediata.

In un rapporto concernente quest’argomento, il Centro rivela che Ahmad ‘Asfur, di 19 anni, e suo padre, sono stati bloccati al checkpoint mentre stavano dirigendosi all’ospedale di Mar Yusuf, per ricevere cure mediche.

Entrambi sono stati costretti a spogliarsi, poi sono stati sottoposti ad un interrogatorio, malgrado le pessime condizioni del ragazzo. I circa 3.000 dollari che avevano con sé per le cure di Ahmad sono stati requisiti assieme ai passaporti e ai referti medici.

È degno di nota il fatto che il giovane Ahmad era rimasto gravemente ferito assieme ad altri tre civili durante un attacco missilistico israeliano che aveva colpito la cittadina di Abasan, nel pieno dell’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza dello scorso gennaio.

Secondo quanto afferma il padre, i militari israeliani li hanno maltrattati dicendogli che doveva tornarsene a Gaza, mentre il figlio sarebbe dovuto restare presso di loro per ulteriori accertamenti.

“Ahmad necessita di cure speciali. Non riesce a mangiare da solo, né ad andare al bagno senza aiuto. Ci dev’essere sempre qualcuno con lui che lo aiuti”, ha sottolineato il padre.

I centri internazionali che si occupano di diritti umani hanno criticato duramente l’Esercito israeliano per i maltrattamenti e le estorsioni alle quali vengono sottoposti i malati palestinesi in uscita dalla Striscia di Gaza, dopo che i punti di frontiera sono stati sigillati e pochi farmaci riescono ad arrivare negli ospedali di Gaza.

Fonti palestinesi confermano che circa 400 malati, per lo più bambini, donne ed anziani, sono morti a causa dell’embargo israeliano imposto alla Striscia di Gaza.

 

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