Il congelamento è possibile solo in teoria. La realtà sul campo è molto diversa.

Al-Quds (Gerusalemme) – InfoPal. Mercoledì 22 settembre si è svolta una riunione del Consiglio dei ministri israeliano per valutare le richieste dei coloni di proseguire con i piani di costruzione nella Cisgiordania occupata.

Stando ai contenuti dell'incontro, riportati dal quotidiano israeliano Yediot Aharonot, nonostante l'esistenza dell'opzione politica del congelamento degli insediamenti, i coloni chiedono che si acceleri nella costruzione di 2mila unità abitative.

Permessi e licenze per costruire erano stati rilasciati, i coloni non aspetteranno alcuna scadenza per riprendere un processo edilizio e mercoledì scorso hanno chiesto che ora si proceda, per portare a completamento entro pochi giorni, il prossimo piano edilizio.

Il 20% di queste unità abitative saranno abitazioni isolate, mentre il resto andrà ad aggiungersi ai grandi agglomerati di colonie in Cisgiordania.

Lo stesso piano prevede il completamento di 3mila unità abitative entro la fine del 2010.

A confermare l'intenzione di allargare i centri già esistenti, interviene Danny Dayan, capo del Consiglio per gli insediamenti che cita le colonie di Ariel, Efrat, Bethel, Kiryat Arba, Beitar Illit e Modi'in Illit.

Pur affermando che il congelamento sia possibile, Dayan la considera un'opzione teorica di fronte all'accelerazione delle costruzioni e alle richieste politiche sul campo.

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