Il Consiglio Legislativo palestinese ha espresso soddisfazione per il rinnovo dell’incarico a Haniyah.

Il Consiglio Legislativo palestinese ha espresso la propria soddisfazione per la decisione del presidente Mahmoud Abbas di incaricare Ismail Haniyah per la formazione del governo di unità nazionale. “E’ stata una scelta giusta  – ha dichiarato il CLP quella di assegnare l’incarico a una persona patriottica che tutti conoscono la sua equità e sincerità”.

Il dott. Bahar, presidente del Consiglio con delega ha affermato: “Facciamo gli auguri al nostro popolo per questa scelta giusta, che consideriamo un momento storico per iniziare una nuova pagina nella cooperazione politica e nelle intenzioni sincere”.

 

In un comunicato stampa diramato oggi, ha proseguito: “Quanto accaduto dimostra a tutti, compresi i dirigenti del popolo palestinese, che non c’è molta distanza tra di noi. Ci riunisce molta collaborazione, amore e pacificazione. I giorni tragici delle settimane passate sono solo una nuvola nera che è passata velocemente. Non dobbiamo guardare indietro, ma in avanti, verso il futuro politico e la soluzione delle questioni nazionali”.

Bahar ha rivolto il saluto al presidente Abbas e al neo-primo ministro Haniyah, al suo secondo incarico, invitandoli ad accelerare la formazione dell’undicesimo governo palestinese. E  ha aggiunto: “Esprimiamo la nostra disponibilità a riunire il Consiglio Legislativo dopo aver completato le pratiche per la formazione del governo per proporne l’approvazione secondo la Costituzione. Speriamo che ciò avvenga dopo la liberazione dei deputati, in particolare il dott. Aziz Dwaik, presidente del Consiglio Legislativo. Questo renderebbe completa la nostra felicità e i deputati potrebbero espletare la loro funzione e aprire una nuova pagina della storia del popolo palestinese”.

Da: http://www.aljazeera.net/NR/exeres/3750E7A8-47BF-4CBE-B439-A2C3EACFA7B9.htm

 

Iniziano oggi le trattative con in gruppi parlamentari per formare il governo di unità nazionale dopo aver ricevuto ufficialmente l’incarico dal presidente Mahmoud Abbas.

 

Il portavoce del governo, Ghazi Hamad, ha dichiarato a Aljazeera che il clima di calma che regna nelle piazze palestinesi aiuterà a formare il governo di unità in meno di tre settimane – il tempo definito dalla Costituzione. E ha aggiunto che tutti sono intenzionati ad applicare l’accordo di Mecca “nella sua totalità”.

 

Da parte sua, il capogruppo di Fatah al Consiglio Legislativo, Azzam Al-Ahmad, ha dichiarato ad Aljazeera che il clima palestinese “è completamente pronto” per la formazione del governo di unità nazionale, descrivendo le divergenze tra Hamas e Fatah come “questioni semplici su cui è possibile trovare un accordo”.

 

Durante una conferenza stampa congiunta con Abbas, ieri, a Gaza, Haniyah ha presentato le dimissioni del suo governo, e Abbas le ha accettate e lo ha incaricato di formare il nuovo governo.

 

Nel documento di incarico, il presidente palestinese ha chiesto di continuare a gestire gli affari nazionali finché non verrà formato il nuovo governo, nelle prossime tre settimane, che sarà sottoposto per la fiducia al Consiglio Legislativo.

 

Il testo del documento di incarico, accettato da Haniyah, chiedeva al nuovo governo di rispettare la legalità internazionale e gli accordi firmati dall’OLP.

 

I due capi palestinesi non hanno rivelato altri dettagli che riguardano la formazione del governo e la divisione degli incarichi.

 

La posizione americana

Gli Stati Uniti sono attenti nei confronti del governo e le condizioni definite da Washington per il suo riconoscimento hanno influenzato le dichiarazioni di Abbas e del portavoce del governo.

 

In una dichiarazione alla televisione palestinese, Abbas ha espresso il "rispetto totale di tutti gli accordi secondari o non secondari” firmati dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, e anche i decreti che riguardano la Questione Palestinese.

E ha aggiunto: “Noi rispettiamo la Road Map e rispettiamo la visione del presidente americano George Bush dei due stati e del ripudio del terrorismo, come aveva dichiarato il presidente Yasser Arafat nel 1988, in forma reciproca”.

 

Giovedì, la Casa Bianca aveva annunciato che le condizioni poste dagli Stati Uniti al governo palestinese sono quelle di prima, a partire dal riconoscimento del diritto all’esistenza di Israele.

Il portavoce della Casa Bianca, Tony Snow, ha dichiarato: “Le nostre condizioni sono le stesse”, confermando nuovamente la scelta americana della “soluzione dei due stati”, israeliano e palestinese.

La Segretaria di stato Condeleezza Rice ha criticato ciò che ha definito “la non chiarezza per quanto riguarda la formazione del nuovo governo palestinese”, prima dell’incontro di lunedì prossimo tra lei, Abbas e il primo ministro israeliano Ehud Olmert. E ha aggiunto che ciò “complica la situazione”.

 

Mahmoud Abbas ha affermato che gli americani "per la prima volta usano un nuovo linguaggio che comprende trattative complete e definitive. Questo è ciò che considero serietà senza precedenti nella posizione statunitense".

 

Da parte sua, Ghazi Hamad, ha detto che gli Stati Uniti “hanno commesso lo stesso errore”. In una dichiarazione rilasciata a Aljazeera, ha spiegato che Washington “non sa cosa fare: ha rifiutato i governi formati dal presidente Yasser Arafat, poi il governo di Hamas, ed eccola che ancora rifiuta il governo di unità”.

 

Gli Usa hanno congelato gli aiuti alle forze di sicurezza appartenenti al presidente Abbas. La presidente della Commissione del bilancio incaricata per gli Affari esteri del senato, Nita Loi, all’inizio della settimana ha congelato la somma di 86 milioni di dollari destinata a Abbas. Loi ha spiegato che “è necessario capire in maniera chiara la direzione di questi aiuti e qual è la situazione reale”.

 

 

Mishaal e Al-Assad

Il presidente siriano Bashar Al-Assad ha incontrato il capo dell’Ufficio politico di Hamas, Khaled Misha’al. La riunione aveva come oggetto di discussione le modalità di formazione del governo di unità.

 

L’agenza di stampa siriana Sana ha scritto che Al-Assad ha incoraggiato tutte le parti a rafforzare l’unità interna. Da parte sua Hamas ha annunciato che Al-Assad "ha espresso soddisfazione per l’accordo di Mecca. Damasco appoggia la formazione del governo di unità e la concordia nell’affrontare la lotta".

 

 

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