Il Consiglio Legislativo palestinese vota la fiducia al nuovo governo. Abbas: ‘Siamo in una nuova era’.

Ha preso il via questa mattina la seduta del Consiglio Legislativo palestinese nelle città di Gaza e Ramallah via video-conferenza, alla presenza del presidente Mahmoud Abbas, del primo ministro ministro Ismail Haniyah e 96 deputati, per votare la fiducia al governo di unità nazionale.
Il nuovo governo sarà l’11° dell’Autorità Nazionale palestinese.

96 su 132 membri del parlamento partecipano alla sessione, attraverso video-conferenza tra Gaza e Ramallah – poiché le autorità israeliane impediscono l’accesso a Gaza ai ministri della West Bank e viceversa.
L’apertura dei lavori è stata guidata dal portavoce facente funzioni del CLP Ahmad Bahar, a cui hanno fatto seguito i discorsi dei parlamentari che si trovano nelle prigioni israeliane.
I deputati prigionieri hanno espresso il proprio sostegno e la propria fiducia nel nuovo governo di unità, sottolineando la necessità di ottenere il raggiungimento dei diritti palestinesi su Gerusalemme, il diritto al ritorno per i profughi, la fine delle sofferenze del popolo palestinese – soprattutto in Iraq. I deputati hanno chiesto di porre termine alla tragedia dei palestinesi nelle carceri israeliane, in particolar modo dei politici sequestrati.
 
Alle dichiarazioni dei politici prigionieri ha fatto seguito il discorso del presidente Mahmoud Abbas, che ha affermato:
"Stiamo entrando in una nuova era, con la possibilità di riguadagnare le terre occupate e di costruire lo stato palestinese con Gerusalemme capitale", e ha sottolineato che tale era deve essere di unità nazionale e indipendenza. "Siamo sulla strada giusta – ha aggiunto – come dimostra il riconoscimento di Israele dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina quale legittima rappresentante del popolo palestinese". "I palestinesi hanno attraversato varie fasi, compresa la dichiarazione di uno stato indipendente, nel 1988, in Algeria. Ora proseguiamo nella fase che segue l’Accordo di Mecca. Non vediamo l’ora di liberare le terre occupate nel 1967 e Gerusalemme e assicurare una giusta soluzione alla questione dei rifugiati, secondo la risoluzione Onu 194".

"Nel 1993, l’Olp ha deciso di creare l’Autorità Palestinese come parte del cammino verso la liberazione dei territori occupati. Noi sottolineamo che denunciamo la violenza e cerchiamo una giusta soluzione attraverso negoziati, finché raggiungere una pace giusta e totale. Facciamo appello a un impegno reciproco con gli israeliani affinché tutti gli assassinii di palestinesi cessino".

E ha sottolineato che "Gerusalemme sarà la corona ingioiellata di tutti gli accordi di pace".

Abbas ha anche confermato il sostegno arabo al governo e ha sottolineato il proprio desiderio che ciò porti alla fine dell’assedio. E ha spiegato che tale sostegno è stato indispensabile per porre fine ai disordini interni e per far ritornare la legalità.

Abbas ha poi dichiarato che i palestinesi sperano che i paesi arabi sosterranno il popolo palestinese e troveranno "i meccanismi adatti per cooperare con la comunità internazionale e il Quartetto per far applicare l’Iniziativa Araba e conseguire la visione del presidente Bush di due stati".

Rivolgendosi agli israeliani, e alle fazioni palestinesi, il presidente dell’Anp ha dichiarato: "Siamo pronti a riprendere il processo di pace e i negoziati tra il governo palestinese e l’Olp", e ha sottolineato che "gli insediamenti, il Muro di separazione, l’assedio a Gerusalemme non porteranno mai la pace nella regione, e neanche ci andranno vicini".

E ha aggiunto: "I palestinesi stanno sporgendo le mani verso gli israeliani per raggiungere la pace, in modo che le generazioni a venire abbiano l’opportunità di viere in pace".

E ha spiegato che l’Anp sta lavorando alla soluzione della questione dei prigionieri palestinesi e al caso del soldato israeliano Gilad Shalit.

Si è poi rivolto ai palestinesi della diaspora, dicendo che l’Autorità nazionale continuerà a difendere il loro diritto a ritornare. 

Ahmed Bahar ha dichiarato che il nuovo governo otterrà la fiducia "senza difficoltà, grazie al consenso nazionale tra tutte le fazioni, in particolare tra i due movimenti maggioritari,  Hamas e Fatah, e la realizzazione dell’Accordo di Mecca".
 

Anche Salah Bardawil, portavoce del blocco parlamentare di Hamas, ritiene che il governo ottenerà senza problemi il voto di fiducia necessario per avviare le attività, perché "le fazioni che vi partecipano forniscono garanzie".

La sessione parlamentare durerà fino alle ore 15-16 di oggi e le votazioni per la fiducia dovrebbero svolgersi verso le 17.
Alle 18 i ministri e il premier Haniyah giureranno davanti al presidente Abbas e il nuovo governo dovrebbe essere così finalmente varato.
 

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